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22° CAD anno 2011 A. VALERI Firenze
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Quando ci danno il là, c'è il dottor Bergamini che con il gelato presenta...
Ciao Andrea.
Andrea?
Sì?
Ciao.
Ciao.
Sei Angela?
Angela Pezzolla?
No.
Sì, sì.
Ciao.
Ti ho riconosciuto alla voce.
Ti ho accompagnato in questo intervento.
Ciao.
Ciao Andrea.
Allora.
Allora.
Raccontaci tutto.
Sì, allora, c'è il dottor Berg...
È caduto niente di particolare.
Il dottor Bergamini ora vi illustra un attimo il caso clinico, intanto vi posso dire che è un uomo relativamente giovane che ha avuto una storia di ipertensione e ha fatto una serie di accertamenti
a un certo punto è venuto fuori una masserella surrenale al surrene di sinistra, fatto tutta una serie di accertamenti ormonali e si è delineato il quadro umorale di un aldosteronoma.
C'hai i valori Carlo? No va bene, racconta Carlo, dai se no si fa tardi. Allora, io intanto procedo alla esecuzione del posizionamento del primo trocar, non so se vi danno le immagini esterne.
Arcata Costale
ah ecco c'è Carlo
sì succintamente
perché il caso è prototipico
proprio di sindrome di Conn
un paziente di 50 anni
fumatore
non assume alcolici
amnesia fisiologica irregolare
da qualche anno
iperteso in terapia
con acini bitori
nelle ultimi mesi
Ha notato episodi recidivanti di epistassi associate a rialzi pressori significativi e pertanto ha eseguito delle accertamenti, un'ecografia dell'addome che efficacemente ha evidenziato una masserella di improbabile natura surrenalica a carico della ghiandola sinistra, appunto di 18 mm.
Quindi è subito passato ai limiti della risoluzione ecografica.
Comunque ha effettuato subito, opportunamente il medico ha messo in relazione con la situazione ipertensiva, ha effettuato subito come di prassi gli accertamenti radiologici più approfonditi e quelli di laboratorio.
gli accertamenti radiologici, ha fatto subito la risonanza magnetica che ha confermato la presenza di questa tumefazione,
ne ha dato un'interpretazione benigna della natura perché regolare come margini e non captante né captante alla infusione di gadolinio
né positiva al chemical shift
però
quindi poteva sembrare
benigno
innocuo però gli esami di laboratorio
hanno dimostrato un aldesterone
basale nettamente aumentato
418,31
con valori normali
fino a 160 e dopo infusione
salina 627.89
con valori
normali fino a 300
sicché
la diagnosi è stata
diciamo quella di sindrome di Don e caratteristicamente insomma spesso sono adenomi di piccole dimensioni
quindi la cosa torna abbastanza bene.
C'è concomitava anche fondamentale un sintomo cardine di focalemia persistente
quindi ci sono proprio tutti, tutto il corteo sindromico.
Allora dopo questa descrizione veniamo al tavolo operatorio.
noi abbiamo realizzato a livello più o meno dell'ascellare anteriore
senti Andrea, mi senti?
dici
allora prima di fare la posizione dei trocarci
vuoi stressare un attimo la posizione del malato?
sì certo, allora il malato è in appoggio laterale Kelly
in appoggio laterale destro con il fianco quindi sinistro in alto
è più o meno quasi a 90 gradi
è spezzato in modo da aprire il fianco e da avere maggiore facilità per il posizionamento dei trocar.
il primo trocar
io lo posiziono sempre con
tecnica
di Asson
quindi
con tecnica open quindi
si si con tecnica open
che ieri nelle varie sale c'era sempre questa diatriba
che chi comincia col Verres
allora senti
noi il Verres l'abbiamo abbandonato
da tanto tempo
devo dire
anche io
Se mai quello che oggi usiamo nei pazienti sovrappeso è un accesso diretto con un trocar ottico.
Nell'obesità c'è Marcello, il mio amico che si è autonomizzato ora e collega con la sonda di chirurgia bariatrica, che fa sempre un accesso in ipocondrio sinistro con il trocar ottico e con buoni risultati e con una sicurezza di accesso sicuramente notevole.
Nell'obeso certamente sì.
Quindi il Verres tradizionale a livello umbilicale vedo che anche le persone che sono più ancora legate al Verres lo stanno abbandonando e usano sempre di più il Verres semmai con questo accesso sotto il costale.
ieri abbiamo visto pare dirette
con verde e sinistro
e trocar ottico
esatto
noi non so se vi arrivano
ora le immagini
sono molto buone
noi abbiamo messo appunto il trocar
lungo l'ascellare anteriore
3-4 cm
al di sotto dell'arcata costale
poi se mai dopo che l'hai sistemato
tutti ti chiediamo una visione esterna
certo una visione esterna
Scusa Antonio. Allora, qua mettiamo quest'altro trocar, mi tieni scusa la telecamera, ne mettiamo un altro in ascellare praticamente posteriore da 10-12 per la mano destra dell'operatore.
No, no, no, dammelo normale. E poi un altro lo mettiamo circa, boh, sempre sull'ascellare, no, sull'ascellare no, sull'emiclaveare, uno da cinque e vediamo se con i classici tre trocar, essendo un sinistro, ce la facciamo o dobbiamo mettere un aggiuntivo qualora la nostra divaricazione del blocco splenofancreatico non sia ottimale.
spostiamo sempre il gas
dal trocar
della telecamera
al trocar di destra
e ora vi facciamo vedere la disposizione
dei trocar
ci manda le immagini esterne?
ecco
non so se le vedete ora dall'esterno
no no
lasciate
se no ve la facciamo vedere con la telecamera
guarda ecco
vi arrivano?
allora questo è il primo
sulla ascellare diciamo anteriore anteriore ascellare posteriore e a che distanza quello
dell'ascellare posteriore dell'arcata costale allora guarda l'arcata costale è qui quindi
vedete questo è il giro dell'arcata costale falla vedere Antonio dall'alto no no si vede la tua mano
la distanza dal trocra benissimo due dita sono due dita trasverse quindi circa 4 centimetri
più o meno
il terzo da 5
fai vedere
il terzo da 5 è qua
quindi qui abbiamo
la hemiclaveare
l'arcata costale
più o meno sono tre dita trasverse
quindi ha formato una buona triangolazione
una triangolazione
noi cerchiamo sempre di avere
la triangolazione migliore
vi devo dire che io ho provato
anche perché
il gusto di vedere e di provare
mi dai l'ultracision, è sempre stato, deve essere secondo me sempre presente in chi fa il chirurgo e poi a criticare bisogna criticare dopo aver provato, perché criticare di principio non va bene.
Io ho provato anche a fare la single port access nel surrene per il sinistro e francamente mi date anche il pedale dell'ultracision perché io ho le mani piccole e dopo un po' mi stanco.
e ti devo dire
che sì è fattibile
però la triangolazione
parlando di triangolazione
non è sicuramente ottimale
è ideale
ma insomma ecco
uno deve lavorare come vede meglio
assolutamente no
infatti no, siccome mi diceva Giorgio
che ci sono in sala anche
molti giovani
ecco io ho un messaggio
che lancio sempre
è la diciamo cautela che noi dobbiamo avere belle le novità però ecco non ci
devono cambiare la visione devono migliorare sempre e non peggiorare
assolutamente se una nuova tecnologia serve a migliorare una visione è bene
esatto se dobbiamo fare gli filibristi non va bene no no no mi trovo
d'accordissimo allora noi ora facciamo una mobilizzazione della flessura
cioè voi vedete già il bulging del nostro rene, il piano che dobbiamo trovare, allora il soggetto è magro, a volte però nel magro bisogna stare attenti perché si può sbagliare più facilmente.
Perché certe volte il grasso divide meglio i due foglietti, quindi giusto per i giovani noi dobbiamo ora dividere i due foglietti che è tolto dal gerota.
esattamente
poi magari rifugiamo la telecamera
perché ci siamo un po'
sporcati
hai una milza bella grossa
sì, abbastanza
rappresentativa
però penso che se facciamo
la nostra mobilizzazione
con calma e con cautela
vicino a Antonio
dovremmo riuscire a
farla sparire dal campo
beh sì, tutti quei ligamenti
splenoparietali
puliamo la telecamera
se no
abbiamo una visione che non è ottimale
e puliamo l'ingresso del trocar
con una garzina asciutta
no Antonio è già entrato
no perché io ho chi mi legge la telecamera
che è un chirurgo velocissimo
poi più tardi
lui dovrebbe fare una plastica
antireflusso
e vedrete la velocità del mio
aiuto Antonio Todaro
purtroppo è veloce anche nei movimenti
quando si è in la stella
oggi deve avere un po' di pazienza
è didattica questa cosa
quindi
sì sì no ma avrà pazienza
perché poi dopo ci sono io dietro
a aiutarlo
se si muove troppo veloce
e fa speedy lo blocco
certo
sai con lui abbiamo fatto la specializzazione insieme
che ci conosciamo da una vita
allora
quindi qui proseguiamo
Qui vedete che io sto mobilizzando il pancreas, ok?
Sì.
Vedete?
Quindi il blocco spleno-pancreatico.
Spleno-pancreatico.
E questa mobilizzazione più è ampia e meglio è.
Si vedono molto bene i due fioglietti come si dividono.
Hai visto?
È infatti perché questo è fondamentale.
E credo che un primo messaggio va dato.
Bisogna perdere un po' di tempo all'inizio per trovare il piano giusto.
che poi è assolutamente avascolare, anatomico.
Ci date ancora un pochino di antistrandelenburg?
Ecco, voi vedete qui come il pancreas pian pianino si mobilizza, si sta staccando piano piano.
Vai avanti Antonio.
Quello che dico sempre, questa chirurgia deve essere fatta con una 30 gradi, assolutamente.
assolutamente
no no fammi vedere
ragazzi così o mi fate vedere
no ragazzi scusatemi
state buoni così tu
scusa la 30 gradi va tenuta
così scusa Fiero
se no mi fai vedere
dall'altra parte cioè
la 30 gradi è fantastica però
bisogna tenerla
nella mano in maniera
corretta
allora ruotatemi
ancora il malato un pochino più verso di me. Senti dacci mentre lavori un
momento tranquillo, un po' di dettagli. Il paziente è entrato ieri in reparto? No, il paziente
l'abbiamo fatto entrare ieri perché volevamo essere sicuri, fare la scheda
dei dati, vista che c'è la diretta. Però quello che ti posso dire è che questi
malati sono stati ben preparati dai nostri endocrinologi e questo è un altro
vorrei far passare
se uno fa la chirurgia del surrene
è bene che abbia due altri elementi
fondamentali
un bravo anestesista
che abbia esperienza
in questo tipo di pazienti
perché quello dopo per esempio
è un feocromo citomato
un feocromo
e abbia
un bravo
endocrinologo che gli prepari
il paziente
è un approccio assolutamente multidisciplinare
quello del suddino
se è preparato bene
vedete qui il fondo gastrico
e quindi il fatto che bisogna stare attenti
perché io una volta ho bucato il fondo gastrico
d'altra parte se tu non trovi il fondo gastrico
e non lo stacchi
non sei in grado di avere una buona mobilizzazione
del blocco sperma pancreatico
Cioè va il ligamento sospensore della milza e quindi a quel punto vedi anche il fondo gastrico e a questo punto vedete il surlene che già compare.
Allora vogliamo far andare Andrea questo primo messaggio che è uno dei primi momenti per scoprire l'alloggio è quello di mobilizzare il blocco spleno pancreatico, avere pazienza, avere un campo non maimbuto ma ampio perché bisogna essere pronti a tutto.
Quindi un primo messaggio, vedete come la differenza tra destra e sinistra, diciamo che la prima frase che ci viene a chi fa questa patologia è che il surrene è più difficile da vedere, da trovare, però una volta trovato il campo si apre, vedi come si sta aprendo.
Piano piano senza fretta va fatto bene va fatto in maniera continuativa un po' in avanti poi si torna indietro scusa Fiero torna indietro ancora ecco e a questo punto andando un pochino in avanti un pochino indietro noi abbiamo questa mobilizzazione di tutto il blocco spreno pancreatico.
E poi anatomicamente iniziamo ad eliminare quel quadrilatero che noi dobbiamo circondare, quindi in basso il rene, in alto il blocco.
Certamente, i landmark devono essere assolutamente sempre individuati.
Sai perché ti faccio questa domanda? Perché un giovane si chiede, ma ora cosa vado a cercare come punti anatomici?
Certo, certo. Ora, quando ho fatto questo passaggino qui, torniamo indietro. Qui vedete una cosa, questa è la vena splenica, campo indietro, questo è il pancreas che si è ribaltato, fai vedere la milza, la milza che è caduta medialmente per la forza di gravità,
e a questo punto noi abbiamo il polo renale
e qui abbiamo la vena renale
ecco l'altro punto
questo è il mio filo d'Arianna
per andare a trovare la vena surrenalica
scusami, reggi questo perché se no...
allora, quindi questo è polo superiore del rene
questo è l'ilo renale
questa è la vena renale
questa è la ghiandola surrenale che si sta spostando dal blocco splenopancreatico, anzi viene scoperta dal blocco, quindi iniziamo questa standardizzazione,
nel primo momento mobilizzazione del blocco
splenopancreatico
apertura di questa zona
esatto, riassume
dicevamo
nell'esplorazione
finora, così ripetiamo per i giovani
posizione del malato
fondamentale
quindi un malato sul fianco
spezzato, esposta
alla loggia
poi posizione dei trocar
dare quella giusta angolazione
questi trocar che devono essere vicini
ma non vicini fra di loro e poi dopo l'esplorazione uno dei primi punti proprio chirurgici è
quello della mobilizzazione della milza e quindi spostare il blocco spleno pancreatico
per liberare quest'area. Esatto, a questo punto io incido solo a questo
punto il gerosa perché fino a questo punto è bene non entrare dentro il gerosa e cerco
di avendo presente che questa è la mia vena renale vado a cercare la vena surrenalica che
come sappiamo sbocca nella vena renale a sinistra nella vena renale ok e se vogliamo dirlo a destra
nella cava esattamente questa questa incisione deve essere fatta con estrema cautela ovviamente
Andrea, l'altro surrino è destro o sinistro?
Purtroppo abbiamo due sinistri, ragazzi. Mi dispiace, ma è quello che passa il convento.
Avevamo questi pronti e questi abbiamo messo.
Poi oggi abbiamo una serie di cose anche diverse.
Ora con Giorgio... Ah, qui vedete l'arteria splenica, vedete come pulsa bene?
Questo sempre per i giovani, no?
Come l'anatomia in questo caso si vede molto bene, ma invertita nel senso che una la vede da dietro e qui ci stiamo avvicinando, eccola, alla nostra vena surrenalica che quasi perpendicolarmente scende nella renale.
Esattamente, vedete come si delinea bene. Io sempre per essere didattici, se noi non avessimo fatto questo scollamento del blocco splenofancreatico noi avremmo avuto grossissime difficoltà.
Allora questo messaggio che tu stai dando con questo campo è fortissimo Andrea, cioè nel senso che se tu apri il campo i punti li ritrovi subito, invece alcune volte noi vediamo che limitiamo questa apertura, ci chiudiamo a imbuto e si impazzisce di andare a cercare questa vena che non si trova.
Allora ti dirò che all'inizio dell'esperienza e anche questo sempre per aiutare le persone a ridurre la loro learning curve
perché io ho fatto una serie di errori, a parte non aver usato la brillantina Linetti perché come parecchi di voi sanno sono pelato
ma ho fatto anche l'errore di cercare di raggiungere la surrene passando sotto il pancreas, lasciando il blocco sprenofancreatico in sede.
E fu soltanto parlando con Gagné, che poi è stato colui che ha standardizzato la tecnica, che mi disse tu sbagli, tu devi mobilizzare molto bene la minza.
E allora il mio primario mi disse, sì così la rompi. Nonostante questo incoraggiamento io ho deciso di seguire il consiglio di Gagnè e la tecnica è questa che ora vedete.
Ti volevo dire un'altra cosa prima di vedere questo isolamento di vene. Una cosa che vorrei sottolineare un po' a tutti è quello che tu stai facendo. Mai prendere la ghiandola, bensì questa è una patologia di loggia e quindi sfrutti un po' nel toccare il grasso peri surrenalico.
Ecco, questo per tanti motivi, per motivi che possono essere un domani oncologici, ma soprattutto perché la ghiandola sanguigna non va mai toccata e quindi tu la circondi.
Esattamente.
Questo è un sanguinamento che è venuto da un qualche cosina di dietro della ghiandola, perché a proposito di fragilità, mi dai scusa una gazzetta e la bifolare?
però vi voglio far vedere bene la cosa
sicché ora perdo un attimo
sì sì sì, non c'è problema
ma d'altronde servono proprio a questa ridiretta
no?
questo è un fatto molto importante
mi dispiace per il globulo rosso che è uscito
ma...
però serve anche a questo, a capire
forse nel feocromo citoma di dopo
ci sarà anche qualche più
di un globulo rosso
se c'è davvero una notevole
se c'è quello
lo stresseremo lì il concetto della
legatura dei passi
comunque
noi abbiamo cominciato a fare
anche qualche
adrenal sparing
quello che invece
ancora non ho incominciato
nonostante che il mio amico Rocco
mi stimoli e c'ha anche
ragione, l'accesso retro
esatto perché per una
diciamo surrene
piccola come questa
Questa poteva essere considerato gold standard, fammi vedere un po' meglio, anche un accesso posteriore
e che avrebbe evitato questa mobilizzazione piuttosto importante che io ho fatto della nostra ghiandola.
Andrea il messaggio che tu dici
che uno deve fare sempre
la tecnica che sa fare meglio
bravo brava brava
allora mi hai anticipato
io volevo proprio dire questo
ne abbiamo parlato tante volte
noi tante volte
abbiamo visto delle cose molto belle
fatte da Rocco
i piccoli, la bilateralità
è interessante
però uno deve saperla fare
con l'accesso
se tu sai fare bene questo
Allora, qui vedete, tanto per essere anatomici, la nostra vena renale, le clip sulla nostra vena surrenalica e vedete qui dietro una pulsazione che è legata ovviamente all'arteria renale.
Ora noi, e questo lo sottolineavi bene te, non prendiamo la ghiandola ma solleviamo e andiamo a questo punto un po' lateralmente a sganciare la ghiandola dal polo superiore del rene.
Allora, qui anche stressiamo il concetto dei vasi, cioè mentre nel surrene più problematica è l'avena, meno problematiche sono le arterioli che spesso non si isolano, ma le tropie, le sezioni con gli ultrasuoni, il bipolare, quello che sia, ce ne sono tante piccole ma che di solito non creano mai problemi, questo per i giovani.
La vascalizzazione è questa, quindi quello che è il nostro punto importante è proprio l'avena.
Infatti qui vedi che io su questi vasi surrenalici inferiori che provengono dall'arteria renale con il bisturi a ultrasoni, mandandolo ovviamente non a full ma a variabile, io ottengo una buona emostasi e sicuramente velocizzo l'intervento.
Qui vedete comparire ora il rene, un altro passaggino, si dovrebbe vedere proprio il colore del nostro,
no perché siamo vicini all'ilo proprio del rene, la ghiandola scendeva piuttosto giù,
vedete il labbro inferolaterale della ghiandola, era mediale, metà era bifolare, io sono molto
fignolo nelle mostre, lo strumento bifolare ci aiuta molto in queste cose, io queste bifolari
le trovo molto buone, sono disposable ma hanno un costo direi relativo e per la chirurgia
la faroscopica diciamo avanzata secondo me danno un contributo che non è da diciamo sottovalutare
nelle mostre di quello che voglio dire è che questa è una chirurgia di loggia quindi noi
portiamo via praticamente il grasso tutto il grasso che c'è questo è un fatto fondamentale
Lo facciamo sia a destra che a sinistra. La ghiandola la vediamo poche volte. Si vede quel giallo dentro, ma non dobbiamo mai toccarlo. Questo è un messaggio molto importante.
assolutamente
senti allora mentre tu finisci di staccarlo
io ti farei qualche altra domanda
per darlo al pubblico nel momento che non abbiamo la fortuna
di vedere un destro
se la posizione del malato a destro
è la stessa così inclinata
quando fai un surene destro
allora no
meno inclinata
sui 70 gradi 60
e quasi sempre
la posizione del quarto troker
sì il quarto troker sempre
Io lo posiziono sempre perché c'è la necessità di divaricare ovviamente il fegato.
E addirittura in fegati particolarmente abondanti, steatologici, oppure anche in donne giovani, longitive, con magre, con questi fegati che calano in maniera importante verso il basso,
a volte metto addirittura un quinto trocar aggiuntivo perché secondo me la divaricazione idonea del fegato è un momento fondamentale per poter fare una surenectomia in sicurezza.
E qui lancerei un messaggio, se tu permetti, il numero dei trocari non deve essere tanti perché quando non servono gestirli è difficile, ma quello giusto, se il chirurgo ne ha bisogno di uno in più non è una vergogna, ma se è un paziente obeso, difficile, serve, è inutile dire l'ho fatto con uno, due, tre, secondo me il messaggio che ho dato ai giovani bisogna vedere bene,
Non avere tanti trocar perché se non servono, gestirli in addome non è una cosa facile.
Noi diciamo sempre che a destra sempre quattro, almeno noi che lavoriamo più o meno lo stesso modo,
nello peso difficile può essere facile aggiungere quattro, quinto se ci vuole.
A sinistra di solito tre, alcune volte può essere necessario il quarto.
Io qui per esempio metto una clip che probabilmente forse è inutile, però anche la clip in più non è che a volte guasti, soprattutto per le coronarie del chirurgo, perché bisogna pensare anche a noi.
Quindi dobbiamo dimostrare che lo strumento è efficace, più che dimostrare sappiamo. Ecco il piano dell'OPSOS che ci dice che noi abbiamo trovato il piano giusto
Giusto, e con questo piano portiamo via tutto il grasso della loggia.
Come hai detto bene, tu hai chirurgia di loggia, quella del surrene.
Quindi, a proposito, la robotica nella chirurgia del surrene.
Esatto, questa è una domanda che ti volevo fare.
Ecco, secondo me non serve a niente la robotica nella chirurgia del surrene.
Non l'ho provata ma l'ho vista, i tempi si allungano, la definizione del campo non mi sembra che migliori, la precisione della realizzazione non da più di tanto
Per cui in chirurgia generale ed endocrina non mi sembra che quello possa considerarsi per il momento un gold standard.
può sicuramente avere in un futuro una utilità per il tutoring perché sicuramente con i nuovi robot ci potrà essere anche la possibilità che il teacher o il tutor se ne stia a casa sua
e che possa guidare sulla console a distanza il discente agendo a distanza per correzione di eventuali problematiche, errori o quant'altro.
Quindi però per quanto riguarda la realizzazione in sé per sé dell'intervento non ci vedo niente di più.
Ma non se ne sappiamo che pancreas, prostata, queste sono ormai le patologie dove esiste un gold standard.
Ecco, qui vedete che c'è un vaso un po' più importante che va direttamente dentro l'arenale e allora qui io ci metto un'altra bella clip.
un'altra bella clip
così stanotte dormi meglio
campo indietro
il polo renale è quassù
questa è la vena renale
quindi se io lo rimetto giù
vedete come la ghiandola
che intravedete
perché io non l'ho toccata
ma andava a finire proprio
sull'ilo renale
scendeva giù e era mediale
esatto
tra l'altro vi dirò che
All'inizio dell'esperienza, come forse l'hai accennato tu, io consideravo il surrene sinistro più difficile del destro, proprio perché trovavo più difficili l'individuazione dei referi.
Da quando invece abbiamo attuato questa ampia mobilizzazione è meno ansioso nel sinistro perché non c'è la calma.
Allora io direi che il sinistro si è preparato bene, noi abbiamo l'arenale che è più gestibile della cava.
Assolutamente, assolutamente.
E assolutamente è più gestibile.
A destra il surrene piccolo è meglio, perché comunque il surrene piccolo lo trovi subito,
trovare la zona, quel quadrilatero che ci circonda, ci avvolge il surrene destra.
Assolutamente.
Però la cava ci lascia sempre col fiato sospeso.
Come no, come no. La cava è una nemica. Detto fuori da un toscano, la cava, che scivola. Allora, fammi vedere un po' qua. No, Marimma lascia la stalla, perché c'è il Todaro che poi ogni tanto si dice qualche parolaccia.
Allora, io ho giusto per dirvi, la sala qui a Roma è strapiena, le presenze sono notevoli.
Ma Giorgio, lo sappiamo, è un grande organizzatore.
Guarda, ti voglio dire, Andrea, mi giro a guardare, la gente in piedi non ci sono posti a sedere.
Ah, ci picchia, ci picchia.
Cioè, la gente in piedi nei corridoi e nelle scale.
Ah, ci picchia.
allora stiamo finendo di staccare dal nostro polo superiore del rene che è qua la nostra ghiandola
portiamo via anche questo grasso che c'è sul polo superiore
ecco poi un fatto che ho iniziato a fare da un anno
Sanno, ce l'abbiamo la colla pronta? Brava Luisa, perché io devo dire anche un'altra cosa, oggi non so se tutti lo sanno che c'è sciopero generale, io ho due sale in shift per cui abbiamo la possibilità di non interrompere la trasmissione grazie alla buona volontà di una serie di ferristi e personale di sala.
Che hanno rinunciato allo sciopero per noi.
Sì, esatto.
E noi, guarda Andrea, approfittiamo per ringraziare tutto lo staff e vi ringraziamo veramente per questo.
Sapevamo di questa difficoltà.
Ma io qui al tavolo ho la Luigia, che è la mia, dicono, coccolina, perché è quella che si è dedicata a scrivere i protocolli delle procedure laparoscopiche, eccetera.
Cioè quello che c'è da sottolineare è che se uno fa chirurgia laparoscopica avanzata non deve essere un funambolo il chirurgo, il chirurgo deve avere la sua skill ma ci deve essere il gruppo, l'equip e se non c'è l'equip i risultati non si ottengono.
Io questo credo che debba essere un'altra cosa da sottolineare.
Come tu dicevi, questa patologia, l'endocrinologia soprattutto, ma è un po' tutto, è anche quello che coinvolge l'endoscopista,
ma l'endocrinologia è di staff, è di squadra.
Tu sei sempre in tam-tam con l'endocrinologo, cioè è assolutamente una squadra quella che vince e poi alla fine se le cose le fai bene.
Questo è un messaggio che va dato.
Assolutamente. Poi se uno ha una buona conoscenza della chirurgia laparoscopica come tecnica può benissimo fare un surrene tipo questo che è un aldosteronoma che non è un feocromocitoma anche se non è a un centro di alto flusso.
A patto che abbia però un gruppo di endocrinologi capaci e che abbia degli anestesisti abituati alla chirurgia mini-invasiva perché con l'Elena Gallerani che ormai ci assiste in sala all'anestesista da tanto tempo, anche con lei si è cresciuti insieme, ora è bene non dire da quanti anni,
se ne sale all'età
e di una signora è bene non dirla
mi dà una clip
qui c'è la diaframmatica che io leggo
ecco la diaframmatica è una
un punto di rete
che per esempio Fugliese consiglia
per
come filo
d'Arianna, io consiglio insieme a
Franco Corcione e l'Arenale
Rocco
Bellantone e Pio Lombardi
consigliano nel retro
peritoneo a sinistra la diaframmatica, ma io nella transperitoneale penso che l'arenale sia la cosa migliore.
Comunque ti dicevo l'anestesista deve essere abituato a questo tipo di chirurgia, soprattutto del feocromocitoma e comunque nell'ambito della chirurgia la faroscopica avanzata
Noi tante volte incominciamo anche i colon nelle persone anziane con pluri comorbidità in maniera dicendo ma senti se c'è qualche problema perché non tiene lo pneumo perché il ritorno venoso diminuisce me lo dici e io converto.
Quindi se si instaura con l'anestesista questo rapporto fiduciario, allora la laparoscopica diventa una via di accesso sempre più percorribile perché nessuno si sente di fare il primo attore durante l'intervento o di insistere a realizzare un intervento a tutti i costi o di principio di non farlo perché è pericoloso.
Senti Andrea, quando si pratica, si instaura questo rapporto, è loro stessi che ti dicono no, no, no, vai, continuo, vediamo un po'.
Sì, è vero.
E si inverte.
È vero, è vero.
Io vedo che per me i miei anestesi...
Gli date il gelato alla dottoressa Gallerani che così mi interaggo un pezzo.
Il ciclo è invertito, però non con tutti i chirurghi purtroppo, ce l'hanno loro questo problema.
Gli piace la chirurgia.
Gli piace la chirurgia.
Gli date il microfono alla dottoressa Gallerani.
Ecco, poi l'estrazione ovviamente avviene sempre con il bag, per ovvi motivi.
Noi lo facciamo ormai sempre di routine anche con le scisti.
Glielo dia alla dottoressa.
Mi piace questo rapporto, anche perché io ho un rapporto splendido con la mia anestesista che mi segue anche da molti anni.
Andrea non ha voluto dire l'età, però sono 33 anni e lavoriamo insieme.
Non è poco e devo dire che è una grossa soddisfazione poter far fare al chirurgo degli interventi
che per i pazienti sicuramente sono mini-invasivi, escono all'intervento molto meglio
e mi danno anche problemi del post-operatorio più rilevanti, quindi è un incoraggiamento che ci facciamo vicendevole.
Io credo, se mi posso permettere, che all'inizio questa tecnica è cominciata come una sorta di successo per il chirurgo
E l'anestesista, dico all'inizio, non l'ha vissuta benissimo. Quando ha capito che il successo era anche suo, perché diciamo che il ruolo di mantenere un premo anche in un paziente difficile è solo vostro e non nostro, allora ha capito che siete voi attori fondamentali a che si finisce una laparoscopia.
Questo è fondamentale, ma non lo dico tanto per, ma ci credo per davvero.
no no davvero e alla base di questo
c'è un concetto fondamentale
che un messaggio dovrebbe passare a tutti
i giovani anestesisti e chirurghi
che l'anestesista non è un nemico
per i chirurghi e viceversa
perché noi lavoriamo intorno al malato
con soddisfazione reciproca
quindi questa è una cosa fondamentale
guarda e ti ripeto proprio questa inversione di flusso
io ricordo quando all'inizio dicevo
ma dai vedi se si fa
ora quasi quasi si inverte
quasi quasi che le dici ma non vedrai
ce la farai a farlo
proviamo
va bene, tornando al surrene
però anche queste cose sono molto importanti
andiamoci un attimo sul tavolo
vi voglio far vedere
la denoma
scusa Luisa, sposta il tavolo
a proposito, scusami Andrea
chiediamo all'anestesista
è cateterizzato, c'è un sondino
lo togliete subito
il catetere se lo mettete
la catetere vescicale lo mettiamo
per prudenza
i tempi di Andrea
sono ormai standardizzati, però ogni paziente ha una storia, quindi per sicurezza lo cateterizzo.
Nel giovane come in questo, al risveglio glielo tolgo, nell'anziano se ha dei problemi lo lascio.
Il sottilio natogastrico non lo metto mai, almeno che Andrea quando entra in addome non veda che lo
stomaco è gonfio e lo può dar no. E' lo stesso nostro comportamento. Non è necessario, è uno stimolo
se lo metto lo tolgo
almeno che non ci siano funzioni
infatti prima si mettevano a tutti
poi noi stessi abbiamo detto
ma lo stomaco non lo vediamo proprio
non ci dà fastidio
posso andare anche oltre per la chirurgia laparoscopica
al di là del surrene
che è fondamentale monitorizzare la pressione
nel colon destro
soprattutto nel colon sinistro
i malati che non hanno comorbidità
non monitorizzo nemmeno l'arteria
né per le pressioni né per i gas
è tale l'esperienza che i parametri
che ricavo dal respiratore mi sono sufficienti
certo, certo
grazie per il suo contributo
vediamo benissimo
questa appoggiava sul rene
quindi da davanti
non lo vedevamo nemmeno
questa è la lamina feritoneale
Andrea che bella ghiandola che hai tolto
vedendo la denuma e mai entrando nella loggia
proprio la loggia
ecco
e qui vedi c'è il nostro
mi dai il bisturi?
ma diciamolo anche Andrea
E se tu fossi entrato oggi nella ghiandola, chiunque di noi entra, inizia a sanguinare, ti cambia l'intervento, non vedi più niente?
Assolutamente, assolutamente. E qui vedete bene il classico adenoma corticale con il color camoscio classico e quindi diciamo sulla benignità non avrei dubbi e io credo che questo signore vedrà ridotta la sua metà dei guanti puliti.
Vedrà ridotta la sua ipertensione, a volte non si risolve completamente l'ipertensione che in questo caso era di lunga data, però sicuramente si riduce la necessità del trattamento farmacologico e soprattutto si possono evitare gli anti-aldosteronici che hanno anche dei problemi sulla capacità sessuale
e quindi per un uomo giovane
anche questo può essere un vantaggio
ora io
certo per te Antonio non hai problemi
no insomma
il solito Antonio
che è Pierino La Feste
però non ne puoi fare a meno
ho capito
no no è che voi ormai
Dio me l'ha dato
e non me lo tolgo
è venuto apposta alla Sicilia
sicuro è lui
vabbè dai rifacciamo lo pneumo
ci ridate lo pneumo
per favore
ci vediamo dentro la loggia e poi
diciamo che
possiamo fare conclusione
l'altro poi ce l'hai subito dopo
non ci manda ragazzi si è staccato
ecco perché non va
riattacca la CO2
no vi volevo intanto di là hanno addormentato
un lafaroscele
quindi quando noi
Vi volevo far vedere la correzione, si puliscila, l'avevo accennato prima, parlando con Franco Corcioni e parlando con Basso, entrambi hanno avuto nella loro esperienza problemi di torsione del blocco spreno-fancreatico dopo surreanectomia sinistra.
Allora loro mi hanno detto, cioè Franco soprattutto, che lui ha incominciato a fine intervento a mettere della colla di fibrina nella loggia per poter essere sicuri che non ci sia poi uno sposizionamento del blocco sprenofancreatico medesimo.
Ecco, allora, ho incominciato e anche oggi la metto, costa un po' di più, però bastano i due cc di una colla di fibrina, noi usiamo Quixil o l'altra colla, il Tissucol, mi dai la bifolare un attimo?
Metti un drenaggio?
Io sì, perché sono un nostro fifone, anche se mettendo la colla e mettendo...
Vabbè, lo rimuovi domani mattina.
Esattamente, esattamente. È la filosofia della...
Ma sì.
...che dicevo prima della nostra...
Ma è un'accortezza.
...dopi tranquilli, sì, tanto...
E la clip in più, e certe volte il trocar che serve.
Esatto, esatto, esatto.
Non bisogna mai stressare questi concetti.
Sì, infatti, perché altrimenti poi sembra che sia più bravo il chirurgo, o più veloce o chi non lo mette.
Alla faccia delle varie cochrane che mi possono dire anche che non serve, però insomma, se uno si è abituato e non crea al paziente uno stress significativo,
ma soprattutto se non c'è una controindicazione
esatto
è la controindicazione che dobbiamo evitare
esattamente
allora qui abbiamo la nostra milza
che ora riforteremo
in posizione
ok
il drenaggio ce l'hai pronto
anzi prima mettiamo il drenaggio
l'hai tagliato
un pezzettino Luisa
bene
il malato di là è pronto Elena
che tu sappia
così noi vi facciamo
un cambio malato veloce
ok
va bene, noi innanzitutto
io almeno che non so se ti seguirò nell'altro
ti volevo ringraziare
di tutto a nome di tutti
ai tuoi anestesista, infermieri
ai tuoi collaboratori
grazie, grazie
allora, qua togliamo
questo, ci dai
per favore un puntino
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