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29° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE PERSONE 4.0 “SE VUOI ANDARE VELOCE VAI SOLO, MA SEI VUOI ANDARE LONTANO VAI INSIEME” I nuovi strumenti dell’innovazione tecnologica aumentano la velocità ma per andare lontano abbiamo bisogno delle “persone 4.0”. Lo sport ci dà una mano a capire. Ing. LUIGI MAZZOLA (Modena)
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Partiamo? Partiamo!
Via!
Partiamo a fare il simposio
che era quello, il post-banchetto dei greci, dei romani
dove parlavano di certi argomenti
bevendo il vino
qui non si beve, non si beve il vino
però facciamo questo intervento
è il quarto che faccio io
grazie a Giorgio che ogni anno mi forza e mi chiede di venire qua
avuto un intervallo dell'anno scorso che non potevo e vabbè tutto però sempre trovare
argomenti nuovi è sempre un po po difficile certe cose quindi mi son preso un po di cose
che sto facendo con le aziende e cerco di vederle di trasportarle nel vostro mondo e
ci saranno alcuni argomenti che mi devo allacciare per forza quello che ho già detto altre volte però
lo facciamo strano e soprattutto l'ultima parte che non spero che non
siano quattro ore sinceramente un po prima così almeno perché come dice fai
quattro ore quattro ore ma essi cioè c'è niente
allora l'ultima parte l'ultima parte vado oltre ok andrò oltre andrò oltre
su certi aspetti cercherò di fare di dirvi certe cose che saranno complementari oppure una diretta
conseguenza di quello che dico prima e poi alla fine vi dirò perché quindi cercherò un po di
fare un percorso tragitto in tutto questo vedete persone 4.0 sapete perché persone 4.0 perché io
Io mi sono rotto le scatole di sentire questa industria 4.0, io sono ingegnere, ho lavorato nella tecnologia per tanti anni, anzi possiamo dire che Ferrari, parliamo di 20 anni fa, era abbastanza avanti, sapete qual è il mio background, sono ingegnere Formula 1, 20 anni, Ferrari, dove gli ultimi anni abbiamo vinto 14 titoli su 20, a disposizione gli ultimi 10 anni.
Ho lavorato con Prost, ho lavorato con Michael Schumacher, con Valentino Rossi, grande amico di Senna, quindi i campioni di un certo livello, i veri campioni, quelli che io ritengo essere i veri campioni, niente a che vedere con quelli attuali, ed ero direttore e responsabile della performance, del coordinamento e della performance e dell'affidabilità di una macchina di Formula 1, in Ferrari.
Quindi, Mottezzemolo, Agnelli, Aleppo, lasciavo tutti qua.
Quindi, questo era il mio background.
E poi a un certo momento ho detto basta e andiamo a fare qualcos'altro.
Andiamo a portare alle aziende qualcosa che ho imparato, qualcosa che ho vissuto sulla mia pelle.
Tutto quello che io vi dico non sono altro che situazioni dove ho vissuto io sulla mia pelle,
poi è chiaro che sono andato a cercare come poterli dire, no?
Aspetto teorico. Sono sempre ingegnere, quindi 2 più 2 mi deve fare 4, anche se poi certe volte non lo fa.
Ora, persone 4.0. Perché? Perché tecnologia 4.0, industria 4.0.
E vi dico che in Ferrari tanti anni fa c'erano già molti aspetti, erano già evidenti.
La macchina di Formula 1 non è una macchina banale.
All'epoca un motore andava a 20.000 giri al minuto.
Un 10 cilindri, quindi vibrazioni incredibili e temperature molto elevate, 1000 gradi dentro un bodywork, un cupolone.
Quindi dovevi guardare il fatto che avevi temperature elevatissime e nello stesso tempo vibrazioni elevatissime.
Quindi la ricerca dei materiali era sempre molto avanzata.
Però non c'era solo la tecnologia 4.0, ma c'erano anche le persone.
Si vince con le persone.
Non si vince con la tecnologia, la tecnologia deve essere un supporto, ma si vince con le persone.
E allora cerco di portare avanti questa, chiamiamola attività, questa idea, tale per cui se è vero che cresciamo nell'industria,
verso il 4.0, è vero che dobbiamo crescere anche con le persone, 4.0.
Ma crescere vuol dire rispolverare quello che siamo, sostanzialmente.
Nello sport è molto evidente, è assolutamente evidente, non puoi vincere, vincere vuol dire infinito, vincere vuol dire che sei uno, quindi non è proprio così banale, non partecipi, devi vincere, specialmente in una situazione come Ferrari.
E questo lo fai attraverso persone, attraverso situazioni di integrazione di persone, utilizzando quella che è la tecnologia.
Guardate, inizio subito con questo. Ormai ci stiamo riempiendo di queste cose e l'azienda sta andando sempre di più verso queste cose, però quello che non vedo è che non vanno verso la crescita delle persone.
I big data, gli open data, internet cloud computing, fino ad arrivare anche a fare robot, a fare macchine sempre più potenti, addirittura machine learning, quindi si adattano, self adapting, sempre su un passato, mai su un futuro.
situazione di interfaccia bellissima la manifattura additiva quindi una volta si scavava adesso si
aggiunge quindi tante cose che vanno tutte in questa direzione va bene anche nel vostro mondo
sicuramente si sta andando in quella direzione e si andrà sempre di più verso perché c'è un
entusiasmo perché non si può essere razionale la tecnologia e tutto questo bene allora sono
Sono dieci anni che parto avanti certi discorsi e chi mi ha già sentito altre volte lo sa che sono molto volto alla pressione umana.
Però ho scoperto un po' di tempo fa che non solo io in qualche modo porto avanti certi concetti, ma anche questo personaggio.
Questo personaggio è Alibaba, è il proprietario di Alibaba, Jack Ma, non so se l'avete mai sentito nominato, numero uno in Cina.
quindi l'uomo più ricco in Cina
è forse uno dei più ricchi
o perlomeno più potenti nel globo
a livello generale
e
in Svizzera
a gennaio ha fatto
quando si fa a Davos
il World Business Forum
ha fatto questo intervento
è in inglese ma immagino che l'inglese lo sappiamo
o devo tradurlo?
no, sappiamo l'inglese
ecco provate a ascoltare quello che dice
soprattutto la seconda parte di quello che dice. E da lì partiamo.
L'educazione è un grande percorso ora.
Se non cambiamo la maniera in cui insegniamo,
in 30 anni ci saranno problemi.
Perché la maniera in cui insegniamo,
la cosa che insegniamo ai nostri bambini
nei passi 200 anni è basata sui conoscenzi.
E non possiamo insegnare ai nostri bambini
a competire con una macchina che è più intelligente.
Dobbiamo insegnare qualcosa di unico,
cioè una macchina che non può mai prendere problemi con noi.
In questo modo, 30 anni dopo, i nostri bambini avranno la possibilità.
Spero di aver risposto alla vostra domanda.
È una domanda molto difficile da rispondere, ma quali sono le abilità che pensate che dobbiamo insegnare?
Se stiamo andando fuori dal conoscimento, quali sono le cose principali?
Valore, credenza, capacità di pensiero, team work,
Teamwork, avere cura degli altri, quindi dobbiamo insegnare sport, musica, arte.
per assicurare che l'uomo sia diverso da...
Tutto ciò che insegniamo deve essere diverso da una macchina.
Se la macchina può fare meglio, bisogna pensare a questo.
Interessante, no?
Noi portiamo avanti un discorso di Industria 4.0
e poi continuiamo a insegnare o chiedere alle persone di fare quello che fanno le macchine.
E quindi a quel punto saremo distrutti, perché le faranno non molto, ma molto meglio rispetto a noi.
E allora è giusto andare avanti, ma è anche giusto risvegliare quello che è la persona umana,
altrimenti si troverà in difficoltà.
Dobbiamo muoversi contemporaneamente.
Attenzione, questo nello sport è già presente, non puoi farlo a meno.
Ho fatto Formula 1 per tanti anni e mi sono divertito quest'anno a seguire per qualche mese Djokovic.
Che era tutto un altro mondo, ok?
Si era perso un attimino per strada, abbiamo rimesso per careggiata, adesso è tornato il numero uno.
Ecco, è un altro mondo, magari non c'è tanta tecnologia, forse, ma pure lì c'è della tecnologia, però è un mondo di sport, è un mondo di squadra, è un mondo di prestazione, di performance, e quindi non possiamo farne a meno di quello che è l'importanza delle caratteristiche delle persone.
Allora, guardate cosa dice Papa Bergoglio, dietro ogni attività c'è una persona umana, non esiste attività che non abbia origine dall'uomo.
Oppure, Beato Paolo VI, lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica, per essere autentico sviluppo deve essere integrale, il che vuol dire, volta alla promozione di ogni uomo e di tutto l'uomo.
ecco queste sono le persone 4.0 cioè torniamo a per certi aspetti che sono
assolutamente necessari perché senza di quelli facciamo fatica a e poi c'è
un'altra persona che purtroppo è mancata purtroppo pure parla ferrari di
lavorabilità gli scienziati hanno bisogno di uno spazio per l'arte nella
loro mente anche la persona più razionale bisogna di capire la
straordinaria spinta dell'emozione della passione
Ora, qualcosa ha fatto anche lui nella sua vita.
Jack Ma diceva che dobbiamo risvegliare quelli che sono i valori delle persone,
quelli che sono il pensiero, le credenze, quindi il libro arbitrio, il pensiero indipendente,
avere cura degli altri, quindi cominciare a pensare che si è insieme ad altri.
E poi bisogna insegnare musica, arte, sport, in modo tale che possiamo essere differenti dalle macchine.
Cos'è che ci differenzia dalle macchine? O dai computer, o dai robot, o da tutto questo?
Soprattutto due cose, di sicuro. Vivere l'emozione e la creatività.
Queste macchine, allo stato attuale, non è neanche pensabile che possano averle.
Siamo ancora far away da questo aspetto.
E allora andiamo a parlare, vado a parlare alle aziende o vengo a parlare a voi, non lo so, il vostro mondo lo conosco ma non lo conosco appieno, però le aziende le ho già conosciute tante in dieci anni che faccio questo mestiere.
Bene, dove sono le emozioni? Dentro un cassetto. Dov'è la creatività? Viene c***o, ma non viene esercitata, non viene insegnata per essere esercitata.
Allora oggi vi voglio far vedere un po' di cose e per quello che poi alla fine voglio vedere come posso integrarle nel vostro mondo.
Poi sarete voi a dire, ma sì, no, ma vediamo, faccio un lancio, mi butto nel vuoto e poi dopo sarete voi a dirmi effettivamente se ci può essere.
Vi faccio vedere quanto siete importanti o quanto lo ero io nei confronti del pilota perché il mio parallelismo è sempre quello.
Io non avevo un malato, avevo un malato che era un malato di performance, non di salute, ma doveva vincere, io dovevo lavorare con un paziente che era un pilota, e il pilota deve vincere, e il pilota è tale per cui ha una determinazione molto elevata, una persona che ha forte determinazione è una persona che è un on off, se è su, bam, spacca, se è giù è in depressione totale, l'anello più debole della catena psicologica della squadra.
Quindi si ha a che fare con questo, è così come magari voi avete a che fare con pazienti che sono però malati nella salute, quindi è un po' diverso, però qualche cosa può essere simile.
noi vogliamo parlare di queste cose
dobbiamo parlare di valori
parlo con tanti voi
giovani
perché insegno leadership in medicina
al gemelli
quindi anche qui dei giovani parlo
parlo anche con
età già avanzata
o età abbastanza avanzata
io sento un certo disagio
per certi aspetti
emozioni e spiritualità
ora li voglio vedere tutti e tre
spiritualità, intendo ciò che c'è sopra di noi. Non sto parlando di religione, sto
parlando della non materia. Noi siamo materia, che viene, parte da un qualche cosa che sta
di sopra che noi non conosciamo, che è non materia, che però regola la materia. Quindi
voglio farvi capire certi aspetti di questo. Dove c'è la creatività? Nelle emozioni c'è
l'energia, nei valori c'è la motivazione. Allora, questo è un bel esercizio che magari
Magari potete fare anche da soli, per certi aspetti,
perché l'ho fatto fare anche a Djokovic,
tanto per darvi un'idea, perché era lì il discorso suo.
Ma l'ho fatto fare anche ad altri piloti, ad altre situazioni.
Adesso ho altri personaggi in aerosport a cui dovrò farlo,
ma anche a leader, proprietari di aziende con mille, due mila, tre mila persone.
Non male.
Partiamo da questo presupposto.
Che sono i valori?
E che ci sono le convinzioni.
Vedete, noi siamo fatti come una cipolla.
Provate ad immaginare la cipolla, la tagliate a metà.
Trovate la parte interna che è pulitissima, è integra, è quasi sottovuoto.
E quella lì è l'identità di una persona.
Io sono, è l'identità, è la cosa più importante.
La sede dell'ego anche, quindi la sede di ciò che sei.
Quindi quella lì deve essere preservata, non può essere sconfitta.
Ma a fianco a quella, subito dopo, ci sono i valori e le convinzioni.
I valori e le convinzioni sono la sorgente di ciò che è la nostra capacità e di ciò che sono i nostri comportamenti verso un ambiente esterno. Parte tutto da lì, parte tutti i valori. E quando mai non insegniamo i valori a scuola? Quando mai noi parliamo di valori?
Se no, certe volte, certe cose, o in grande, così, in situazioni abbastanza generalistiche.
Ma in realtà parte tutto da lì, tutto parte da lì, attraverso questi valori e convinzioni.
Ora, guardate, provate a pensare a un esercizio di questo genere.
Andate a vedere, andate a sfrugugliarvi, andate a cercare dentro voi stessi
tutto ciò che sono
quali sono tutti i vostri valori
sono tanti, non è pochi
non ci vuole una settimana
e neanche un giorno
ci vuole qualche mesetto
perché ricordate
ogni volta che voi siete soddisfatti
è perché alla radice
c'è una realizzazione di un valore
viceversa
ogni volta che non siamo soddisfatti
alla radice c'è
la non realizzazione di un valore
i valori possono essere diversi
ognuno c'è i suoi
andatele a vedere
andatele a cercare
andatele a trovare
ogni volta che siete soddisfatti perché perché c'è qualcosa e sotto c'è qualche cosa andate
a scrivere attenzione i valori sono chi sono è veramente molto vicino all'identità e quindi
rappresenta diciamo il conscio dell'identità rappresenta la misura dell'identità e rappresenta
ciò che sei quindi ciò che ambisci a e la tua ambizione se vediamo un'azienda questa la persona
come un'azienda è l'ambition di questa azienda. Nello stesso tempo voi fate anche altri aspetti,
andate a fare certe cose o avete fatto certe cose fino a oggi, ma anche quando eravate
giovani, 15, 16, 17, quando si era già abbastanza consci nell'utilizzo del pensiero e magari
giocavate a pallone, andavate a giocare a pallacanestro, andavate a giocare a pallabolo,
andavate a fare equitazione, facevate danza, suonavate in una band,
qualsiasi cosa, e poi si evolve, nel senso che si cresce purtroppo d'età
e si va a finire a lavorare, avere una famiglia, avere altre situazioni.
Quindi si fanno tante cose, o si sono fatte tante cose,
da che siamo nati a oggi.
E questo è ciò che facciamo.
Ora, provate a vederle, tutte queste attività che avete fatto,
E poi apritele, oppure gustatele, come se fosse una torta.
Andate a cercare gli ingredienti di queste attività,
in maniera tale da capire effettivamente cosa c'è dietro.
Se uno guarda il lavoro, cosa c'è?
Nel lavoro ci può essere la carriera, c'è lo stipendio,
c'è l'esercizio di una competenza, ci sono i rapporti interpersonali,
ci può essere una libertà, ci può essere tante cose.
Così come in un hobby.
Se uno fa un hobby, uno va a pesca, gli piace andare a pescare,
Perché c'è sicuramente una competizione, perché ci va con gli amici,
chi prende più pesci ha vinto, ma c'è anche una natura,
c'è anche una libertà, c'è anche un rilassamento,
c'è pure competenza, perché devi sapere pescare, non è facile.
E poi ci vuole anche due denti, perché ti devi muovere con la macchina,
devi comprare la cannetta, che se poi la compri di carbonio,
è cavolà che già cominciamo ad andare sui 500 euro,
e poi non vuoi prendere il murino nello giusto.
E quindi ci vuole anche un certo dispendio economico.
Quindi ogni attività che voi fate, o che avete fatto, ha dentro di sé degli ingredienti.
E questo è importante esserne consapevoli.
Sapete perché?
E non può mancare questa, non può mancare in una persona 4.0.
E questo è la capacità di riuscire a collegare tutto ciò che fate attraverso gli ingredienti delle vostre attività per soddisfare tutto ciò che siete.
l'allineamento la consapevolezza di ciò che state facendo o di ciò che avete
fatto quindi della vostra missione con ciò che siete per soddisfare ciò che
siete questa qui si chiama esattamente
motivazione ecco che cos'è la motivazione la motivazione la
consapevolezza di ciò che fai o di ciò che hai fatto per soddisfare ciò che sei
e glielo vogliamo dire a qualcuno questo
oppure vogliamo andare avanti sempre con
cerchiamo di capirlo
allora vedete che poi a un certo momento
si autoalimenta
perché? perché nasce dai propri valori
nasce da noi stessi
nasce da ciò che siamo
ma dobbiamo sapere ciò che siamo
altrimenti come facciamo a avere motivazione?
non è gratis
certamente certi ce l'hanno e gratis
perché hanno talmente forte che vanno avanti
ma siamo in un mondo dove magari
chiaro, questa motivazione potrebbe anche calare, ma non mi fermo lì, perché vedete, se io vado avanti e vado anche a cercare di capire
sulla base di ciò che ho fatto e ciò che sto facendo, per soddisfare ciò che sono, ma lo proietto in un futuro,
e quindi vado a capire che cosa farò, e quindi diventa un obiettivo eccellente, perché è mio, nasce dai miei valori,
nasce da ciò che sono,
beh, allora io tiro fuori la mia vision.
La mia vision non è altro che basata
su ciò che andrò a fare,
sulla base di ciò che ho fatto
o che sto facendo,
per soddisfare ciò che sono.
Sapete come si chiama questa?
Si chiama passione.
Ecco cos'è la passione.
È voglia a partire con le macchine,
con i robot e con il computer,
quello che ti pare.
Ma se non abbiamo questa,
sta ciao, arrivederci e grazie, non sappiamo neanche dove siamo, o comunque cominciamo
a vedere che l'esterno è un problema, l'esterno è contro, stanno succedendo cose che non
è più come prima, o tutto ciò che è e non è più del prima, non possiamo farci
niente di quello che è l'esterno purtroppo, ma possiamo fare tante cose su ciò che è
interno, e se noi vogliamo un nuovo esterno, dobbiamo avere un nuovo interno, lo andremo
a vedere piano piano oggi quanti di voi sono consapevoli di questo quanti di
ragazzi a scuola la prima cosa che insegna andava a fare
leadership in medicina e questa è inutile che stiamo a parlare di altre
cose mi fa piacere che poi dopo si saranno delle metodologie ma ragazzi
bisogna uscire fuori bisogna risvegliare certi aspetti perché senza di questi non
siamo avanti o perlomeno tutto ciò che esterno è un problema tutto ciò che
problema, è crisi, ma non è che ci sta adesso, 50 anni fa, io quando parlavo con mio padre,
bontà sua, purtroppo è venuto a mancare, mi parlava di quando era in guerra, è finita
la guerra se mangiava pane e cipolla, beh non sta la crisi, però se uno parlava con
delle persone di 100 anni prima è la stessa cosa, e se parlavamo di altri 200 anni prima
è la stessa cosa, l'esterno non ci possiamo fare niente, sarà una cosa ciclica, alternante,
magari ci dovrà essere per forza perché se non c'è crisi non c'è benessere
perché se non sappiamo quando stiamo male non possiamo sapere quando stiamo
bene quindi per forza di cose deve esserci quindi non possiamo farne a meno
e magari c'è una situazione contingente di quella situazione tale per cui è
diversa di dieci anni fa sti cavoli ma quello che deve essere non diverso se
voi la gente le persone non possiamo fare non possiamo perderlo questo se
Se perdiamo questo è finita.
E se ci andiamo ad aggiungere queste macchinette
che saranno nettamente più potenti di noi,
che andiamo a finire.
Se non risvegliamo questi aspetti.
Jack Ma è questo quello che ci vuole dire.
Attenzione, cominciate a prendere in visione certi aspetti.
Cominciamo a mettere in evidenza che siamo persone.
E poi mettiamoci anche delle situazioni che ci danno una mano,
ma la grande è mettiamoci il tanto più possibile di tecnologia.
Per forza non possiamo essere razionali.
No, assolutamente no.
No, ma attenzione, questo è quello che ci serve, anche la persona.
Vince la persona, non la macchina.
Sempre, comunque, dovunque.
O qualsiasi attività ha necessità della presenza di una o più persone.
Questo non possiamo farne a meno.
E però queste persone devono essere, e continuate,
devono essere in qualche modo rese tali per quello che è.
E c'è la singola persona.
E poi, come diceva prima Paolo VI, c'è anche l'insieme, il tutto, l'uomo come tale e come tutto.
Bene, andiamo insieme. Vedete, io vengo fuori da questo mondo. Guardate, ve lo spiego.
10 anni fa, 10 anni fa, no, 10 anni fa, anche 20, mondo della Formula 1.
Adesso ve lo spiego, perché molte volte non si conosce certi aspetti,
però vi faccio capire cosa c'è dietro, tutto questo mondo.
Parliamo degli anni 2000, quando la sperimentazione era libera.
Chiaramente c'era un regolamento, non potevi andare fuori dal regolamento.
La sperimentazione però era libera.
Non è come adesso, che hai tre motori all'anno, l'assurdità.
Ogni pilota ha tre motori all'anno, su 21 Gran Premi.
e poi dopo ci lamentiamo che in gara cava
e non c'è competizione
per forza Poraccio, se va a rompere il motore
poi dopo c'è la penalizzazione del Gran Premio precedente
quindi che deve fare?
Allora, sono tre motori all'anno
bene, questi anni qua
dove io dirigevo la performance
e l'affidabilità della macchina
ogni pilota aveva a disposizione
sette motori
a Gran Premio
sette a Gran Premio
sette per diciotto erano i Gran Premio all'epoca
non tre ok e ogni questi sette motori erano tutti diversi il motore da
qualifica faceva 200 km poi boom perché era 20 mila giri
immaginiamo 20 mila giri ma cioè 10 cilindri cioè se passava di lì tu eri
sordo per tutta la tua vita motore gara che le faceva 450 500 e poi
basta eravamo al limite all'esasperazione e
venerdì? No, il venerdì c'è il motore delle prove libere, e poi qualifica c'è il motore
della qualifica, e poi dopo le prove libere due, un altro motore, poi le prove libere
tre, un altro motore, via andare, e poi gara, motore gara, ok? Quindi più le scorte, tanto
le libere che potevi rompere. Lo sviluppo era nel cambio, nelle sospensioni, nell'aerodinamica,
era nei sistemi idraulici, tutto quello che era, ok? Potevi arrivare con tutto quello
che volevi, l'importante è che tu stavi nel regolamento. Ora, per poter vincere, perché
Perché questa è la differenza rispetto all'azienda.
Se io parlo con un'azienda, l'azienda fa un plus rispetto all'anno precedente.
Adesso si danno gli obiettivi per l'anno successivo.
Più 10%, ragazzi, ma fa più 10%, più 5%, quello che è, perfetto.
Non è facile, non lo metto in dubbio.
Ma se l'azienda dovesse raggiungere il più 5 o più 10, ha vinto.
È una battaglia con se stessi, in un mercato, certo.
Però provate a pensare alla Formula 1.
Io vado a migliorare la mia macchina di 10%, ok?
Poi vado al primo Gran Premio in Australia e sono secondo.
E io ho migliorato la mia macchina, sono contento, questi cavoli.
Sei secondo, primo dei perdenti.
Il secondo è primo dei perdenti, c'è in età.
E quindi che fai?
E quindi non puoi migliorare del 10%, devi dare il tuo massimo, punto e basta.
E che cos'è il massimo?
Vincere.
E vincere cos'è?
È l'infinito, non lo sai.
Non è finito, è l'infinito.
Tu lotti con l'infinito, tu non sai chi ci sarà lì o cosa faranno gli altri.
Ora, questo vuol dire che devi partire bene e poi devi migliorare ogni Gran Premio nella tua macchina.
La macchina dell'ultimo Gran Premio della stagione è circa un secondo, secondo e mezzo più veloce della macchina del primo Gran Premio della stagione.
Quindi c'è un'evoluzione, un miglioramento.
Bene, poi si va a un Gran Premio e si rompe.
Si rompe il motore, si rompe il cambio, si rompe la sospensione, si ha underperforming.
Non abbiamo capito l'utilizzo delle gomme, non abbiamo capito la strategia, che ne so.
e allora la gran premio successivo non puoi fare lo stesso errore quindi ci
sono due cambiamenti primo migliorare costantemente la tua performance secondo
un'azione di recovery nel caso in cui tu hai avuto un problema
ora il gap tra due gran premi sono due settimane non so sei mesi o il quarter
quattro mesi sono due settimane in due settimane tu devi capire dove sei
Ok, progettare, produrre, testare, rifare i briefing, ridisegnare se qualcosa è andato male,
poi lo progetti a Maranello, lo produci a Maranello e lo provi a Barcellona,
e poi dopo il gran premio è a Abu Dhabi, ecco, e quindi c'è anche da portare questi pezzi.
E poi dopo devi fare una quantità di pezzi necessaria per fare la gara,
c'hai le due macchine, c'hai le scorte, tutto in due settimane, ok?
E quindi viene fuori il concetto di squadra, perché quello che progetta ne è solo, è insieme a quello che produce, anzi magari quello che produce gli è da due dritte, per certi aspetti, e poi dopo quello che dovrà spedire i pezzi è insieme a loro, perché dovrà capire quando arriverà, si lavora in parallelo e si va insieme in parallelo, quindi vuol dire che da uno si diventa più di uno, da una persona si diventa più persone,
E quando si cominciano ad avere più persone, si parla di collettività, si parla di squadra.
Quindi questo era quello che noi avevamo a che fare.
Poi dopo è chiaro che ci va un pilota in macchina.
Così come voi andrete a operare sul paziente.
Ma il pilota guida un sistema fatto da mille persone.
La Ferrari era mille persone, lei era una personcina e basta.
Non c'è lui, eh?
E un pilota la prima cosa che ti dice è grazie.
dopo che ci ha ringraziato
dopo che abbiamo fatto l'ultimo giro
insieme a Monza
al Ferrari Day
l'ultimo giro che ha fatto con noi ufficiale
poi io mi sono utilizzato alla grande anche l'anno dopo
quando si era già ritirato
ma questo non lo sa nessuno
viene ad abbracciare tutti
perché lui lo sa che senza di noi non avrebbe vinto
ma è la prima persona che lo riconosce
anche se si chiama Michael Schumacher
anche se ha sette volte il titolo mondiale
l'unico, il più grande
grande, il god della situazione, non si può fare, ma lo sa lui, è primo a saperlo. Quindi
introduciamo un concetto che si chiama gioco di squadra, formato da persone che sanno che
devono vincere, sanno che hanno delle scadenze ben precise, perché il Gran Premio c'è alle
tre e dieci di domenica lì, non è che c'è alle tre e mezza, se arrivi alle tre e mezza
sei lungo, sai che c'è una continua innovazione, sai che devi avere competenza, sai che ti
ti devi spingere fuori dal passato, ve lo farò vedere dopo.
Il passato ci serve come background, ci serve come consapevolezza acquisita,
ma non ci deve guidare nel futuro.
No, perché altrimenti noi manteniamo tutto ciò che siamo,
rimaniamo in uno stato scuo costante.
Non possiamo non averlo, dobbiamo averlo,
ma non possiamo utilizzarlo per poter produrre quello che vogliamo fare in futuro,
perché altrimenti saremo costanti, non evolviamo.
Siamo in una multidisciplinarietà,
No, immaginiamo, voi ci siete alla grande, ho avuto a che fare con la bariatrica,
quindi ho avuto a che fare, ma magari anche altre attività.
Sono tante competenze che si mettono insieme per favorire o per la guarigione di un paziente.
Foco sui processi e chiaramente responsabilità.
Ecco, queste sono le caratteristiche di queste persone che sono lì.
Stiamo parlando di squadra, per fare questo.
Ora, il singolo può essere bravo, ma la crescita è sempre un risultato di impegno di ciascuno per il bene della comunità.
La vita sociale non è costituita dalla somma di individualità, ma dalla crescita di un popolo.
E allora il titolo di questo simposio l'ho preso da questo proverbio africano, che è stato menzionato anche da Papa Bergoglio,
che ha fatto, io l'ho letto questo, in un articolo del Sole 24 ore di un mesetto fa, e c'era un suo articolo.
Se vuoi andare veloce vai solo, ma se vuoi andare lontano vai insieme.
E allora viene fuori quello che si chiama l'intelligenza collettiva.
Sapete cos'è l'intelligenza collettiva?
Avete mai sentito nominare?
È roba che si studia all'università, all'MIT Boston.
C'è un dipartimento di intelligenza collettiva.
Interessante, eh?
Ce l'ho scoperta, non lo sapevo.
E allora ve la spiego io se ancora, cioè se non la conoscete.
Vedete, quando mettete insieme delle persone, eh?
mettiamo 10 persone, le mettiamo insieme e facciamo un team, no?
Eh, proviamo a immaginare anche una sala operatoria,
così tanto ve buttavali, e poi dopo fate voi, ok?
Eh, 10 persone, ma io parlo anche del mio team,
non erano 10, ma erano 350 persone il mio team,
però, no, tanto le metto insieme,
ognuno va, e cosa sanno?
Ognuno ha un suo quoziente di intelligenza, eh?
Ognuno ha un suo quoziente di intelligenza.
Cos'è il quoziente di intelligenza?
È la capacità numerica, è un numero,
dell'utilizzo dei pensieri.
Più pensieri abbiamo, ovvero più nozioni abbiamo,
e più alto è l'utilizzo,
e quindi più alto è il cui, il famoso cosette di intelligenza.
Ora, non sento più, ci sono? Sì.
Ora, se io ho dieci persone,
ce ne sarà uno che prevale, per forza di cose, no?
Che poi sia, non lo so, però uno è più alto.
Bene, l'intelligenza coltiva cosa vuol dire?
Vuol dire che quando io vado a mettere insieme questa persona,
Se andassi a misurare il quoziente di intelligenza del team come entità,
deve essere maggiore di quella più grande, del suo esponente più alto.
Eh sì, perché io non ho bisogno di fare la somma.
Io dall'insieme devo fare qualcosa di più.
E allora sì che sto utilizzando.
È come quando un'azienda acquisisce un'altra azienda.
Non è che deve fare la somma dei fatturati, no.
Li mette insieme, va a fare una sinergia, va a fare certe cose
per avere più fatturato rispetto alla somma dei due no delle due aziende
singole che è quindi esattamente la stessa cosa
guardate cosa è venuto fuori questo thomas malone dello studio della mt di
boston che gestisce il dipartimento di intelligenza di collective intelligence
in a boston la prima cosa ha detto vogliamo fare un'intelligenza vorremmo
crescerla? Bene, la prima cosa è che ci sia diversità. Beh, ovvio, no? Perché se sono
tutti uguali e conoscono tutti la stessa cosa, quindi ci deve essere diversità. Quindi il
singolo apporta al team. Ogni singolo è importante sulla base della sua competenza e apporta
per fare poi l'attività. Ci deve essere una capacità di sensibilità sociale del
gruppo. Cosa vuol dire? Vuol dire che devono dialogarsi questi ragazzi. Ognuno deve dire
la sua, ognuno deve essere capace e avere il libero arbitrio di poter parlare, di poter
esporre, di poter dire o esporre la propria competenza o i propri pensieri, quindi ci
deve essere una sensibilità sociale, chiamatela come vi pare, coinvolgimento, utilizzo di
emozioni, empatia, che ne so, distribuzione equa delle responsabilità di partecipazione,
Cosa vuol dire? Vuol dire che non ci deve essere uno che comanda, due che comanda, due che parlano sempre, uno che parla sempre.
Tutti parlano, tutti sono importanti, perché sono tutti diversi e ogni diversità porta un qualche cosa tale per cui il team è alto a livello di intelligenza.
Noi maschi se dovevamo mettere un attimo il cuore in pace, perché l'alta percentuale della presenza di donne favorisce e incrementa l'intelligenza collettiva.
non ci potevamo fare niente, ok?
Non lo potevamo accettare, ok?
Quindi, ora...
Ora, è interessante capire il perché, no?
E allora, il perché sta proprio nell'utilizzo dell'emozione
nella capacità percettiva delle donne.
Io ho una moglie che è fantastica, ne percepì.
Che cos'è la percezione?
La percezione sono due cose.
Due.
Uno, si chiama percezione interna, si chiamano intuizioni.
Due, percezione esterna è capacità di vedere le coincidenze.
E le donne sono meglio, c'è niente da fare.
Poi ce l'hanno pure gli uomini, se si allenano, se fanno qualcosa,
la voglia le nasce, e via.
Quindi è perché dobbiamo intuire anche, è vero o no?
Le macchine riescono a intuire e fanno fatica a intuire.
allora abbiamo bisogno di qualcuno che spinga forte
e che faccia molto meglio di noi
che sia molto preciso nel decimo del millimetro
a fare una cosa
e che sia molto preciso anche e molto ripetitivo
e anche molto veloce nel tempo
a fare le cose
ma ci deve essere uno che intuisce
altrimenti stiamo fermi
altrimenti quella macchina sarà sempre
comunque la rappresentazione del passato
qualsiasi robot
qualsiasi macchina
computer, qualsiasi cosa
lo stato attuale è secondo me per qualche anno ancora non potrà fare alto
che altro che rappresentare o essere basato sul passato su tutto ciò che già
esiste l'uomo comincia a fare la differenza in
questo allora io volevo da una spinta gli
volevo dare una una una possibilità di allenarla e allora giacca ma ti dice e
beh allenato non lo sport nello sport beh io vi posso dire come vi ho scritto
prima nel mio sport e innovazione continua perché la macchina è diversa
rispetto al premio precedente è diversa perché deve essere più veloce ma non è
che l'ho letto sul libro non è che l'ho letto l'ho visto da un'altra parte posso
copiare ma sono indietro e io devo inventarmi devo scoprire qualcosa di
nuovo ogni volta ok quindi nello sport l'intuizione ci deve essere nell'arte è
è intuizione, e allora ci dice, cominciate a studiare l'arte, la musica, lo sport, perché
questo dobbiamo allenarlo, le macchine non lo sapranno fare, ma noi lo dobbiamo sapere
fare, allora ci viene una bella integrazione, e che cos'è che viene fatto nelle scuole?
La musica, ma che cacchio ci serve la musica? Tirarla via, e cosa facciamo? Mettici un altro
po' di matematica sopra, altre qualche lezione di matematica, ok? E mettiamoci qualche
qualche altra ora dei matematici, ma andiamo a tirar via quello che effettivamente contraddistingue
l'uomo, human being, quindi uomo e donna. Questa è la mia lotta. Guardate un paio di
esempi di intelligenza collettiva, ho già parlato tanto. Allora, per fortuna c'è la
DHL che fa queste cose qua, perché non è che sto a fare pubblicità a DHL, non so manco
che sia però i tempi di p stop questioni tempi di p stop di un gran premio vengono presi da loro
e chiaramente lo utilizzano per e fanno una bella analisi no guardate questo è il gran premio di
brasile che fanno una vera e propria classifica guardate questo è il record che ha fatto la
la Ferrari, in 1.97, ok?
Beh, non è male, eh?
1.97, HB a quattro gomme, sono in tanti.
Ma non è che c'è uno che è più bravo dell'altro?
E poi c'è il pilota in macchina, che fa il pilota?
Subisce, eh? In quel momento.
Eh, però dopo lui va a vincere, eh?
È chiaro che lui va a vincere,
però c'è stato tutto questo processo dietro.
1.97, ci sono quattro persone, ci sono tre per ruota,
quindi sono già dodici.
poi c'è uno che tiene ferma la macchina
perché la macchina sui cavalletti si muove
poi ci sono due che alzano
e abbassano la macchina
e poi dopo c'è un altro
che fa la supervisione di tutto
e poi dopo c'è un altro che pulisce la visione
del pilota e poi c'è un altro che tira via
le eventuali
sporcizie nei radiatori
nelle bocche dei radiatori
che possono essere le visioni dei piloti
carta, foglie, quello che è
quante persone sono?
E' importante una, no, sono importanti tutti, tutti fanno diversity, tutti collaborano, tutti partecipano sinergicamente e simultaneamente per, e chi è che conta di più lì? È la macchina che vince, basta, quindi è l'attività che conta, non la persona che fa l'attività, la persona insieme agli altri, perché si parla sempre comunque di un insieme di persone che fanno un'attività per una qualsiasi cosa, ma l'insieme, e allora lì cominciamo a fare sviluppo,
allora noi cominciamo a usare il tutto
l'uomo come tutto
come uomo e come tutto
perché altrimenti se ci fosse solo uno che facesse
ebbè ci piega dieci minuti per far
per quanto bravo possa essere
e poi c'è un altro bel esempio
che mi piace far vedere
che è
Su Finch
Los Angeles
The Angel City Chorale
Questa è un'America ghost talent, eh?
When I started the choir I said, I want to bring together people of diverse backgrounds
and build community when we make something beautiful together.
E io vi ho detto, non c'è solo Jack Mack che lo dice.
I like that, I like that positive message.
That's so nice.
Let's do it.
È qualcosa di fantastico quello che fanno.
Quante persone ci saranno?
Boh, andiamo a raccontare.
Ogni tanto da Facebook si trovano delle cose interessanti.
l'ho preso da lì. Poi coinvolge anche il pubblico. Tanto fa fare questa attività a loro. Guardate,
coinvolge anche la community. È tutto, è tutto ciò che c'è.
la porta e guardare, ma che stanno a fare? C'è l'operazione Gamusi? Non ho voluto smettere
perché è bella, no?
è vero o no?
chi è che cantava?
uno?
qual era la cosa importante?
la persona, l'insieme
è quello che fa la differenza
è la musica
e non lo interrompe
per quello che non lo interrompe
però emoziona
ha emozionato tutte le persone lì
erano un centinaio di persone che cantavano
quindi non genera uno
è la diversity
ognuno ha il suo tono
c'erano persone di 80 anni anche
persone di 30
persone di 20
persone...
quale che è?
sono tutte persone che in quel momento
intorno cominciano a essere persone 4.0, cosa fanno? Si divertono? Alla grande!
Stanno esercitando una passione alla grande, stanno creando alla grande,
perché ogni volta che lo andranno a fare è diverso rispetto a quello di prima,
perché? Perché non è una macchina, e questo è il bello, è sempre qualcosa di diverso,
questo noi riusciamo a farlo, se ci alliniamo a farlo, se torniamo a considerarci quello che siamo,
riusciamo a farlo, e non consideriamo solo tutto ciò che è esterno,
perché su quello non possiamo cambiarlo
ma questi cambiano l'esterno
e allora è l'unico modo per cambiare l'esterno
e cominciare a essere
e allora lì fate la differenza
e arriviamo al cavallo mio
di battaglia per tanti anni
chi mi ha ascoltato altre volte
parliamo di emozioni
l'individualità è lì insieme a quel punto
non c'è
ma chi?
secondo lei, Michael Schumacher è schiacciato
mentre guida quando c'è il team
No, lui si emoziona. Lo sa cosa faceva Michael?
È chiaro, però non viene schiacciato. Perché dobbiamo schiacciare?
È l'insieme che viene, nessuno può fare da solo.
A parte un certo solista che fa un certo mestiere, non lo metti in dubbio,
ma a un certo momento ha bisogno di qualcuno di un altro.
Lo stesso tennista, da solo non gliela fa.
Beh, insomma, lì c'è l'intelligenza collettiva.
L'intelligenza collettiva è la capacità di utilizzare diversity,
quindi diversità di persone e la capacità di mettere in comunicazione le
persone e poter tornare fuori loro la loro intelligenza quindi la loro
competenza e la capacità di mettere tutti sullo stesso piano ed è la
capacità di essere creativi mentre facciamo quella cosa insieme
questa è totalmente intelligenza collettiva è l'essenza dell'intelligenza
collettiva ok questo questo esempio qua come un
pistoppo come una riunione qualsiasi nel momento che ci sono più di una
una persona, ok?
la tangenza coltiva è l'uno
non tanti, è uno
quando si mettono in tanti si amalgamo
per far sì che si diventi uno
bisogna che tutti si amalgamo
e questo è quello che fa la differenza
a noi ce l'ha fatta per dieci anni
non abbiamo vinto mai una massa
io sono entrato in Ferrari nell'88
abbiamo cominciato a vincere dal 97
dal 1997
potevamo vincere ogni anno
dal 97 al 2008
sono dieci anni circa
abbiamo vinto 14 titoli su 20. Ogni anno si possono vincere due titoli,
campionato piloti, campionato costruttori. Dieci anni prima io non ho vinto assolutamente niente,
avevo anche Allen Prost, potevamo vincere nel 90. La differenza grossa è stata il considerarsi
come squadra, come insieme. E chi ci ha fatto fare quello? Le persone che ci hanno fatto fare
quello step sono due. Uno si chiama Michael Schumacher, due si chiama Ross Brown,
che era il nostro capo, ha avuto la fortuna di avere come capo un leader eccezionale,
che non sapeva quasi niente, diciamo che non era un ingegnere, non era uno che progettava,
non era uno che disegnava le macchine, era uno che aveva la visione generale della macchina,
ma non era quello che, ok? Era quello che era bravo a utilizzare l'intelligenza collettiva
della squadra e non ha cambiato nessuno, eravamo gli stessi degli anni precedenti,
quindi questo è il concetto ora le emozioni io lo voglio ritagli giusto
datemi un quarto d'ora perché lo voglio lo voglio ritornare su questo concetto
perché io ogni volta che vado che vado nelle aziende a me cascano le braccia
mi cascano veramente alle braccia parliamo di emozioni
guardate sto bellissimo filmato non dimentichiamo che le piccole emozioni
sono i grandi capitani della nostra vita
e che obbediamo a loro
senza saperlo
ma sono nostre e sono pure gratis
questo è un bellissimo
pezzo di Benigni
guardatelo
20 eh, 20 veloci piano
poi non scrivete subito
poesie d'amore
che sono le più difficili, aspettate
almeno un'ottantina d'anni e scrivetele su un altro argomento
che ne so
su un mare, il vento
un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un'altra, eh?
Avete capito? La poesia non è fuori, è dentro. Cos'è la poesia? Non chiedermelo più, guardati
nello specchio, la poesia sei tu. E vestitele bene le poesie, cercate bene le parole, dovete
sceglierle, a volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola, sceglietele, che la bellezza
è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere. Da Adam e Eva, lo sapete Eva quanto
ci ha messo prima di scegliere la foglia di figo giusta. Come mi sta questo, come mi sta
questo, come mi sta questo, ha spogliato tutti i figli del paradiso terrestre. Innamoratevi,
se non vi innamorate è tutto morto, morto tutto, vi dovete innamorare e diventa tutto
vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia, sperperate l'allegria, siate tristi e taciturni
con esuberanza, fate soffiare in faccia alla gente la felicità. E come si fa? Fammi vedere
degli appunti che mi sono scordato. Questo è quello che dovete fare. Non sono riuscito
a leggerli, ma lo mi sono dimenticato. Per trasmettere la felicità bisogna essere felici
e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici, dovete patire, stare
male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre. E se non avete i mezzi
Non vi preoccupate tanto per fare poesia
Una sola cosa è necessaria, tutto
Avete capito?
E non cercate la novità
La novità è la cosa più vecchia che ci sia
E se perso non vi viene da questa posizione
Da questa, da così
Beh, buttatemi in terra
Mettetemi così
Eccolo qua
E da distesi che si vede il cielo
Guarda che bellezza
Perché non mi ci sono messo prima?
Cosa guardate?
I poeti non guardano, vedono
Fatevi obbedire dalle parole
se la parola è muro, muro, non vi dà retta, non usatela più, per otto anni, cosa impara, che è questo? Boh, non lo so, questa è la bellezza, come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre, forza cancellate tutto, e dobbiamo cominciare, la lezione è finita, ciao ragazzi, ci vediamo mercoledì, giovedì, ciao.
fantastico
beh, dov'è la competenza lì?
è nell'utilizzo delle emozioni, pura
cancella, no, lascia per
no, guardate, no, aspetta, mi metto di qua
aspetta che mi vado a leggere una cosa
no, ma ricordo, non l'ho letta, vai, via
eppure, ecco
parliamo di emozioni
parliamo di Michael Schumacher
ve la voglio far vedere così quest'anno
l'ho già fatto vedere questo nel passato
però
ve lo ricordate Michael, no?
ok
ed era particolare perché quando tornava nei box dopo aver fatto 5-10 giri,
quelli che doveva fare, e magari c'era qualcosa che era andato bene e non riusciva manco a parlare,
gli veniva il groppo a gola, cioè proprio faceva fatica, perché era in totale commozione,
lo vedevate subito, aveva gli occhi lucidi e anche gli occhi rossi,
che poi dopo si tirava via il casco e faceva sempre così come aveva dimenticato il moscerino,
non entra
è impossibile, non entra all'aria
quindi lui cercava di mascherare
in qualche modo, qualcosa che invece
lui tirava fuori, un grande
l'unica volta che l'ha tirata fuori Michael
è stata questa intervista
dopo il gran premio di
Monza, che abbiamo vinto
vincere quel premio, poteva
essere vincere il mondiale
e gli domandano
hai vinto di fronte
ai tuoi fan
Tu hai fan, eh? Sei contento? E dice, no, guarda, delighted, forse è anche la parola sbagliata. Io sono contento, sono sfinito, ed è così, punto.
Sei consapevole che è la tua 41esima vittoria che hai fatto quest'anno e quindi hai eguagliato
Ayrton Senna. Per te significa qualcosa? Alla grande? Eccolo qui Michael Schumacher. Finalmente,
il più grande pilota di macchine, ma anche il più grande pilota di persone. Non era solo grande
a guidare le macchine, a guidare anche le persone
guardate, Akinen
Akinen
preso in mano la situazione
e disse io sono finlandese
vieni da me
mi fa la domanda
ci possiamo fermare qui perché
va da Raph che a me mi scappa da ride
guardate Michael
guardate Michael come è messo
ok? oh nessuno gli ha amenato lì
ecco qualcuno l'ha picchiato
lui sta gioiendo
le emozioni sono queste
lui sta gioiendo, le sta esercitando
o meglio, le sta utilizzando
perché noi abbiamo una sfiga, una grande sfiga
è la lingua italiana
ci avete mai pensato?
o io ci ho avuto subito
quando ho cominciato vent'anni fa a guardare sta roba
mi sono rimasto di ma che sta maddi
che quando voi pensate
alla parola gestire l'emozione
cosa pensate?
Quando uno dice gestisci le tue emozioni, cosa pensate? Controllare, eh? Magari, eh, sabolo, questo chissà che dice, chissà che faccio, no? Magari reprimere. Ora, l'intelligenza emotiva è nata in America con la lingua inglese e si chiamava Emotional Management Intelligence.
E allora il traduttore in italiano è gestione delle emozioni, però la sfiga è che gestione delle emozioni in italiano è diverso da emotional intelligence management, perché management in inglese vuol dire gestione, ma management vuol dire utilizzo, il manager utilizza, utilizza budget, risorse per raggiungere un obiettivo.
quindi in realtà quando si dice gestisci le tue emozioni
girate la porca boia
utilizzate le emozioni
non gestite, non reprimetele
dopo se c'ho tempo vi faccio vedere come si gestiscono
quindi si utilizzano le emozioni negative
perché le positive è facile, forse
perché c'è pure chi è contento
che non vuol far vedere che è contento
perché chissà che dicono, chissà che fanno
guardate Michael, lì era ben contento
quindi andiamo a capire che sono
giusto per farvi un refresh
cosa diceva Enzo Ferrari
le fabbriche sono fatte prima di uomini
poi di mezzi tecnici e infine di muri
le Ferrari è fatta soprattutto
di uomini
qualsiasi attività è
portata avanti da uomini
human being, uomini e donne
e che utilizzano la tecnologia
non viceversa
e allora che sono queste emozioni
ogni volta che ci alziamo la mattina
prima, dei sette e mezza, ma è l'unica fotografia che ci avevo con la sveglia, voi accendete
i cinque sensi, importanti i sensi, i sensi sono quelli che ci relazionano con l'esterno,
l'interno con l'esterno, qualsiasi esternazione passa attraverso i sensi, qualsiasi segnale
dall'esterno verso l'interno passa attraverso i sensi, anche il linguaggio passa attraverso
diversi sensi. Bene, provate a immaginare quanti dati i nostri sensi generano in un
istante, appena ci svegliamo, finché andiamo a dormire ovviamente, ok? Tutti questi dati
dove vanno? Vanno nella parte più intelligente del nostro corpo umano, dove c'è la massima
concentrazione di neuroni, nel nostro cervello, un computer, un computer che prende tutti
questi dati, che fa un computer quando gli date dei dati? Li elabora, e una volta che
Perché gli elaborati cosa vi dà? Un elaborato, un output.
Bene, in ogni istante della nostra vita, da che siamo consci, quindi dalla mattina alla sera,
noi riceviamo dal nostro cervello due blocchi di informazioni.
Il primo si chiamano i pensieri, il secondo si chiamano emozioni.
Questi vengono utilizzati in maniera sinergica per agire.
crea qualsiasi azione che noi facciamo as a single, quindi singola persona,
è frutto dell'utilizzo simultaneo e sinergico di pensieri ed emozioni.
Che sono i pensieri?
È la nostra biblioteca di informazioni che abbiamo nel nostro cervello.
Una biblioteca enorme di informazioni, di tutte le persone che abbiamo conosciuto,
di tutte le situazioni che abbiamo vissuto e abbiamo sperimentato,
di tutte le cose che abbiamo studiato,
di tutto ciò che siamo a livello di acquisizione da che siamo nati.
a oggi. E le emozioni e l'energia. E non è Red Bull che ci dona le ali, l'energia.
Le emozioni è il linguaggio del corpo, è l'energia, è la volontà. Noi per poter fare
le cose abbiamo bisogno di due cose, abbiamo bisogno di forza e di volontà. La forza sta
nell'utilizzo dei pensieri, la volontà sta nell'utilizzo delle emozioni. Senza di questo
non ci muoviamo, c'è niente da fare. E quindi gestisci le tue emozioni. Ah faccio, e che
E che faccio? Riduco o abbasso la mia energia?
Vai a lavorare, vai dentro le aziende?
Dove stanno le emozioni? Dentro il cassetto.
Eh sì, perché sei nel sociale, sta attento, sta in campana,
tu non puoi, cioè non puoi fare certe cose, non puoi fare questo.
E sto dicendo io ai miei collaboratori,
togliti volontà, togliti energia.
E queste sono persone 4.0.
No, queste sono proprio zero.
Dobbiamo riscoprire queste cose,
Altrimenti, dove andiamo?
Altrimenti non stiamo in parallelo nella crescita,
così come fa la tecnologia.
Noi andiamo in gradiente negativo, e quindi è un macello, poi.
Questi saranno nettamente più potenti di noi.
In realtà siamo nettamente noi più potenti,
perché le macchine l'emozione non ce l'hanno,
ma neanche se vogliono.
E guardate, noi non siamo che siamo così, no?
Poi evolviamo, questo è il mio esame di università al Politecnico di Torino,
racconto l'aneddota, quello è il professore
il professor Genta, quello con gli occhiali
bravissima persona, di mortango sua
che non aveva
il libro
quindi devi seguire le lezioni
ma io ho fatto di più, le ho registrate, le ho sbobinate
e mi sono fatto il libro, insomma fa l'esame
chiaramente sapevo tutto, non ho avuto mai
grande difficoltà a studiare
e poi mi fa la fine dell'esame
ma senta lei
è preparato
io ho scritto
un po' di cose, tante cose
e poi devo dirle che gli ho fatto un libro
ah lei ha fatto un libro?
è interessante, cioè
e beh io l'ho registrata
una settimana mi chiama, ma senta
ma quel libro dove sta?
c'era a casa, non c'era il computer
che c'era a mano
eh potrei vederlo
dopo due mesi stava in libreria
lì mortando su, hai capito?
cioè
gli mancava il libro, ha trovato quello che aveva fatto
però i soldi si è piaciuti
quindi insomma, vabbè, a parte questo
Un aneddoto di questo personaggio.
Bene, allora noi nasciamo che siamo così
e poi andiamo nel mondo del lavoro.
Che ci dicono, gestisci.
Però guardate, guardate che bello.
Sempre da Facebook, sempre da, penso, un ghost island,
però non so di quale.
Guardate questa bimba di quattro anni.
Una bimba di quattro anni.
Si chiama Bella.
molto bello oggi. Stai cercando qualcosa? Sì. Cosa stai cercando? Sto cercando il mio presento. Oh, è fantastico.
Beh, ti dirò cosa. Se passi un po' di testi, possiamo aiutarti a trovare il tuo presento, ok? Ok.
Quindi qui abbiamo una domanda per te. Puoi leggere la domanda e poi rispondere.
Il dinosauro ha due plati, una di loro è una luna, una di loro è una spaghetta e una di loro è una canna. Ok, quindi quale dinosauro è?
è? Stegosaurus. That's correct. Wonderful job, Bella.
Così!
Calcola!
Te voy a ayudar, solo si, tu me cantas una cancion, te sabes alguna cancion?
Cantala entonces!
Maripostita, esta en la cocina, haciendo chocolate para la madrina,
poti poti, patate palo, ojo de virulina y de vagama,
choc, choc, choc, choc!
Spiace tu mi chiamiamo?
Io vedo qualcosa che tu non vedi.
E questo sembra verde.
Il lettero U.
Certo.
Molto bene, Bella.
Questo è molto bene.
Facci un clic.
Allora, qui il testo si afficherà.
Sshh.
Ti va a dormire.
Ti va?
Qui c'è l'oro e l'argento.
La tua madre ti chiamerà l'uomo del campo.
Puoi mangiare delle carriere che le sorride un barbotè.
Scusa, ma dove andiamo a dormire?
A dormire in casa!
Allora, la prima domanda, su quale pianeta vivete?
Io vivo sull'aeroporto L'Arco!
La seconda domanda,
dicci perché c'è una città intesa
nel mercato dell'Assemblea Solare?
Il Sole!
Molto bello!
Ma tu sai dove è l'Assemblea Solare?
Sì!
Sì, perché mi ha dato la mano
e l'uomo si sceglie e si fa il giudizio.
E ci mettiamo pure il russo.
Quattro anni.
Ora, quanto è imparare e agire, no?
Per agire la scienza ci dice che possiamo utilizzare pensieri
come formazioni, pensieri ed emozioni.
Ora, una bimba di quattro anni quanti pensieri ha?
Se andiamo a misurare il cui è bassino.
E quindi per agire ha solo emozioni.
È vero o no?
E sa sette lingue.
Ora ce la provo io, ho 56 anni, parlo tre ore con uno, tre ore con l'altro, tre ore con quest'altro, quanto ci impiego io ad imparare sette lingue?
Quattro anni? Un anno? Una vita? Grazie.
Però sono più intelligente io di una bimba di quattro anni, gli dico cosa deve fare, cosa non deve fare, cosa deve, no, cosa è importante, cosa non è importante, la istruisco, gli do chissà quante cose.
però da 10 a 0 impara quattro lingue, impara sette lingue, come mai?
Eppure io il pensiero ce l'ho.
Noi nasciamo emozioni, facciamo tante cose, sono gratis, gratis.
Non è che se le compriamo, e poi mettiamo i pensieri,
aumentiamo i pensieri che vanno a gestire le emozioni, vanno a controllare.
Quindi siamo underperforming.
Secondo voi chi deve fare un record o chi deve vedere il non limite
o chi deve fare un nuovo limite che fa?
Nasce emozioni, e poi cresce la competenza.
Non è che questa la butta via.
Bambino, siamo, nasciamo con l'utilizzo di emozioni,
facciamo cose meravigliose con l'utilizzo delle emozioni, gratis!
E poi le buttiamo via.
Vogliamo essere persone 4.0?
Vogliamo competere con le macchine che saranno veramente forti?
Eh, ragazzi, lì dobbiamo essere dei monsters,
perché le macchine non ce le hanno le emozioni.
E se non le andiamo a buttare via, andiamo nel loro campo.
E se andiamo nel loro campo, ci danno 10 a 0.
vero? Questa è la paura di Jack Ma? Ma mica ha solo la paura sua? Ha paura pure per il
figlio, per il nipote, lo so di? Eh, per forza, sarà questo, ma fra 30 anni? Ragazzi, provate
a immaginarvi nel 2050, che cosa ci sarà? Se in 5-10 anni abbiamo portato avanti uno
smartphone che è tutto perché è un telefono, e poi dopo vi farò altri esempi, figuriamoci
fra 50 anni, che ormai ha preso la via, però le macchine è l'unica cosa che, l'unica,
che è una delle cose che non potrà mai fare l'emozione.
Allora, utilizziamole, altrimenti andiamo in un campo dove siamo underperforming, totalmente.
Le emozioni sono contagiose, avete mai visto questo?
Siamo nella metro, c'è una che comincia a ridere, poveretta.
Questo si chiama comunicazione emozionale, è più forte della comunicazione sensoriale,
è a un livello superiore
alla grande
perché
è istantanea
più veloce della luce
ed è giù in uina
non puoi farci niente
non puoi né fermarla
né ostacolarla
vedete
uno comincia a ridere
ci sono tante altre belle scene
dei bimbi
uno comincia a piangere
tutti piangono
uno ride
e cominciano tutti a ridere
uno è partito
perché si vede che ha visto
qualche cosa
e partono
tutti a ridere
è lucidante
guardate
se stanno in meta
che stanno andando a lavorare
magari pure c'è qualcuno che ci avrà pulito problemi, sicuramente, e ridono tutti. Ora,
vedete, nel gioco di squadra è fondamentale la comunicazione emozionale, perché le emozioni
sono contagiose, gratis, e sono pure contagiose, senza fa niente noi diciamo le cose, ma attenzione,
se un'emozione è contagiosa, vuol dire che l'energia è contagiosa, vuol dire che se voi
avete passione, generate passione, se avete coraggio, generate coraggio, se avete paura,
generate paura. Cos'è il carisma? Caris, io ho fatto il geometra, caris mi dicono che
dono, greco, dono di che? Di energia, quale? Positiva, condizione necessaria, sufficiente
per essere carismatici e donare energia, positiva, e se non utilizzo le emozioni come faccio
a essere? Come faccio a donare se non ce l'ho? Perché non è che mi mangio una pastarella
e c'è l'energia. No, l'energia viene fuori dall'utilizzo delle emozioni. E quello siamo
bravissimi, in teoria. Lasciamo che siamo così, però dopo ce la perdiamo, in qualche
modo. Nello sport, secondo voi, vengono utilizzate? E allora perché non le utilizziamo anche
nell'attività nostra? Allora passiamo ai figli. Il ruolo del genitore non è tanto
tanto facile, è vero o no? Non è facile, ecco, bene, guardate questo filmatino di questo bimbo
che deve fare questo salto ginnico, c'è una pedana e deve sorpassare una barriera, guardate
il concetto di contagiosità di energia, lo fa la prima volta, hop hop hop si mette lì, la prima
andata male, se va la seconda volta, niente, è gnafa, e allora la maestra che è lì, perché io
immagino che sia un saggio ginnico di fine anno, qui ci sono i genitori e là gli alunni,
siamo penso in Giappone, dice dai dai che gli fai, dai via, allora lui si rimette lì
terza volta e riparte, vedete, è bello cattivo, pop pop, traccate e non gli fa, e qui viene
fuori un po' il problema perché il poraccio sto ricassino e dice allora io ho il problema,
no? E comincia a piangere, poverino, non gliela faccio, guardate, e la maestra dice gli hai
hai già fatto, evidentemente, guarda che non riesce neanche a camminare, è spappolato,
allora ci riprova, no? Ci riprova, e quarta volta, opopop, traccate, quasi, ma non gliela
fa, colpo di genio da maestra, che dice? Aspetta un attimo, altrimenti a questo lo ammasso,
e allora, perché il poveretto ormai è in depressione totale, e che fa? Glielo fa fare,
perché lo devi fare, però chiama l'ultima fila, che io immagino siano i suoi compagni, che ne so, io non lo so, guardate, parliamo di intelligenza collettiva, parliamo di gioco di squadra, guardate, questi ragazzini si mettono lì e cominciano a generare e utilizzare e a trasferire la propria energia, e gliela danno al bimbo,
sto bimbo adesso non è più solo
sta utilizzando tutta l'energia
di quei venti ragazzi
o ragazzine, insomma
venti bambini che erano intorno
e lui riparte, non è più quello di prima
è tutta un'altra cosa
le macchine
se una non va, non va
non è che c'è un'altra macchina che aiuta
oddio posso apparire in qualche modo
però ci hai pensato prima
allora ci ha pensato la mente umana a farlo apparire
ci siamo?
e nelle vostre attività
dove stanno queste emozioni?
dove stanno?
nella sala operatoria
dove stanno?
altrimenti arriva il robot
che va a massa
perché se non lo utilizzate
un robot fa molto meglio di voi
vi posso garantire
ah grande
e allora dove vado io?
che faccio?
e dov'è la mia importanza?
allora serve il robot
certo perché magari
andrà a fare le cose
molto meglio
di quello che posso fare io
magari
magari un giorno, non lo so, o già lo fa, non lo so, non lo riconosco,
certamente nell'ambito dell'industria, certamente sì, no?
Però, però, però, però mi serve anche l'attività dell'uomo,
perché qualsiasi attività è comunque parte dall'uomo,
dalla human being, uomo-donna, ok?
E quindi, ma quando questo utilizza le sue caratteristiche,
quindi sa i suoi valori, sa quale motivazione lo spinge,
Sa quale passione lo spinge anche questa
oppure lo immette in questa attività
e sa anche che utilizza le emozioni.
E allora cominciamo a essere una persona 4.0.
Ma è basta?
C'abbiamo ancora un'altra cosa che siamo meglio delle macchine
e come tale dobbiamo esercitarlo
e che è la spiritualità.
Capire che c'è qualcosa sopra di noi che gestisce noi.
Noi siamo materia, qualcosa sopra che crea e utilizza e progetta e anche gestisce la materia.
È qualcosa di sopra, non sappiamo cos'è, non sappiamo, non ho idea, però ce l'abbiamo noi!
Non è che non ce l'abbiamo, sappiamo che c'è e sappiamo anche come utilizzarla questa, perché la creatività nasce da lì.
Se saprete preparare la vostra mente ad accogliere il nuovo e lo sconosciuto,
allora sarete aperti a tutto ciò che la vita vi potrà offrire
dovreste essere voi i primi a volerlo
cercate quindi di andare oltre
quello che già conoscete
riempite la ventola di stimoli nuovi
arricchitele di interessi diversi
apritele a qualunque cosa
si stacchi dal consueto
belle parole
e vi dico una cosa
io non ci ho mai lavorato con questa persona
io conosco tante persone che hanno lavorato
e non me ne hanno parlato così bene della verità
però è venuto il Ferrari
e io la Ferrari la conosco
perché ci sono stato per tanti anni dentro
e ha rivoluzionato il modo
della struttura organizzativa
che quando io l'ho saputa la prima volta
l'ho letto, me l'hanno detto i miei ex collaboratori
in Ferrari, hanno detto
questo Ndogacchio
non ha capito niente, sarà bravissimo nella finanza
ma nello sport non ci arriva
o per due anni la Ferrari poteva vincere il mondiale
ha cambiato totalmente
dopo io l'ho visto
questo qui è un genio
perché ha cambiato totalmente le cose
ma è andato a colpire esattamente
laddove serviva e ha strutturato la causa in maniera spettacolare, ha tirato via tutte
le maestranze con esperienza, le ha mandate a casa e ha risparmiato pure i soldi perché
quelli costavano anche soldi, ha messo dei giovani, ha messo altre cose, le ha messe
nei posti dove loro neanche sapevano o avevano gli skill per gestire e ha cominciato, vai,
il primo che diceva non è possibile lo massacrava perché era fatto così e ha creato un mondo
che alla fine sono rimasti tutti, mazza però si vince, poi non si è vinto il mondiale, la sfiga di quest'anno è che purtroppo questa persona è morta, è talmente centrica come cosa, come sua personalità, che alla fine è venuta a mancare questo e la gente si è ritrovata spaesata, abbiamo perso, a mio modo di vedere, il mondiale, per quello, non per altro, e sia il pilota, sia la squadra, tutti hanno perso in qualche modo un riferimento.
ok? In qualche modo, questo lo faceva, e però parla così questo, arricchiamolo di interessi
diversi, andate a vedere ciò che non c'è, scoprite ciò che non c'è, come faccio io
a vedere ciò che non c'è? È che vado nel mio passato che conosco? Vado in qualche
cosa che già conosco? No, no, no, guardate, il mondo è pieno di cose, l'universo è pieno
di soluzioni, l'universo è pieno di attività, è pieno di nuove idee, è pieno di chissà
quante cose, andiamola a pescare, perché vedete la creatività è nell'ignoto, non
è nel noto, la creatività è tutto quello che noi chiamiamo essere il luogo delle possibilità,
il luogo delle potenzialità, e allora l'ignoto che cosa si chiama? Se tu parli con dei fisici
moderni ti dicono è un campo quantico, se tu parli con dei fisici o degli spirituali
tu ti dici che è l'intelligenza universale, oppure la sorgente,
o se parli con degli sciamani della Mesoamerica,
ti dicono che è l'intenzione.
Bene, chiamalo come ti pare, però là c'è quello che noi non sappiamo,
ma c'è in qualche modo.
E allora non c'è modo migliore per parlare di ignoto, quindi di creatività,
che dire il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo,
ma non partendo da ciò che è noto.
bensì dall'ignoto
vuol dire che lasciare il certo
per l'incerto è una delle cose
che è prerogativa
dell'essere umano
e io lo volevo far fare o no?
perché se non lo fa, la macchina lo sorpassa
perché la macchina non lo può fare
è un aspetto che non lo può fare
io vi sto a dire che oggi siete bravi
e vi farò vedere
che voi sapete fare, potreste
io lo facevo col mio pilota
ve lo farò vedere, potreste essere
Essere creatori della creatività delle persone.
Quindi essere la derivata della creazione nell'ambito matematico.
Potremmo arrivare lì.
Quindi siamo nettamente più veloci di una qualsiasi macchina.
Nettamente.
E allora noi siamo dotati di questo.
Ne parlo giusto due secondi.
Noi abbiamo una mente pensante che è fantastica.
Dopo lo vediamo.
È fantastica.
È una potenzialità enorme.
ma la mente che pensa ha bisogno del tempo, senza il tempo non può pensare, non possiamo pensare se non mettiamo il tempo, non possiamo pensare, quindi accedere a tutta questa biblioteca che abbiamo qua dentro se non mettiamo il tempo, è per questo che l'umanità ha messo, cioè l'human being ha costruito il tempo,
E quindi ha parlato di passato ed ha parlato di futuro. Tutto ciò che è noto è relativo al passato. E tutto ciò che sarà dipende, perché l'ho lasciato vuoto, perché quel futuro può essere riempito da ciò che è noto e allora siamo costanti nella nostra evoluzione, quindi è involuzione o evoluzione uguale a zero.
oppure nel futuro ci possiamo mettere ciò che è ignoto e allora possiamo fare
cose che non abbiamo mai fatto e per poter vedere queste cose che non
abbiamo fatto noi dobbiamo essere nel presente perché cos'è il presente e
assenza di mente quando voi fate una cosa con passione
signori miei voi non pensate perché se pensaste non stareste facendo una cosa
con passione. La passione ti mette qua, ti spegne il tempo, quindi ti fa vedere esattamente
quello che stai facendo. Se a qualcuno che piace la musica, gli piace e vuole andare
in un concerto a sentire la musica che gli piace, è lui là e che fa? Ascolta la musica
che gli piace. Ma se in quel momento cominciasse a pensare, non ascolta più. L'esercizio
della passione tale per cui ti mette nell'ascolto, perché mi piace ascoltare la musica e quindi
non pensi. Il tempo che fa vola. Se fai una cosa che ti fa due coglioni così, scusate
il termine, il tempo non passa più. Quindi il tempo è un'illusione della mente, non
esiste il tempo. Il tempo è un'illusione nostra che abbiamo creato per poter pensare.
Ora se stiamo nel pensiero, vuol dire che stiamo nel noto, vuol dire che stiamo in quello
quello che hai conosciuto, ma lì le macchine sono nettamente più forti di noi.
Non possono essere nettamente più forti di noi, anzi non sono per niente forti,
se le mettiamo nel presente.
Loro ci stanno sempre nel presente, il problema è loro che non conoscono l'ignoto.
Loro conoscono solo il noto.
Noi conosciamo l'ignoto.
E quando è che possiamo vedere l'ignoto?
Quando siamo qua, quando siamo in assenza di pensiero.
E dove stanno le persone sempre?
Flash! Flash!
Flash nel presente e quasi sempre nel passato e nel futuro.
Nel futuro c'è addirittura la paura, nel passato c'è il giudizio e il senso di colpa.
Arrivederci e grazie.
Poi andate a letto a dormire, se gliela fate.
Gliela fate a dormire.
Cominciamo a essere qua.
Vogliamo essere persone che hanno grandi capacità di vedere ciò che non c'è?
Di utilizzare l'emozione, perché sono le emozioni che ti mettono qua, eh?
E di essere motivazione e passione.
Beh, allora cominciamo a stare qua.
E cominciamo a vedere ciò che non c'è.
Guardate, vi voglio portare sempre di più verso questa situazione.
Non vi spaventate.
Guardate, questo è Senna nel 1990.
Io ero con Prost, lui ha fatto la pole e Prost era in prima fila, insieme a lui.
Lui fece 1.21.4, se non mi sbaglio, e Prost fece 1.21.7.
Però vi voglio far vedere che cosa vuol dire essere nel presente.
Perché un pilota non può non essere nel presente.
sapete perché perché c'è una grande aiuto perché nel pericolo il pericolo ti
porta nel presente e la migdala che prende in mano la situazione non è il
conscio perché se fosse conscio non esce manco dei box modi quindi è lui è
totalmente nel presente guardatelo è bellissimo queste sono riprese di una
provate a guidare come se fosse un robot questa macchina e guidarla in quella
quella modo lì, ma neanche se vuoi. È tutta una creatività, è tutta un'arte, è tutto
un percepire quello che sta facendo la macchina in quel momento e quindi controllarla. Ma
tu devi essere pervolevoce della macchina. Sapete quanto è il tempo di reazione di un
pilota? Questi sono dati che non si conoscono. Il tempo di reazione di un pilota cosa vuol
dire? Vuol dire che la macchina, noi abbiamo tanti sensori in macchina, la macchina magari
comincia ad andare in sovrasterzo, quindi acquisisce una velocità che si chiama di
imbardata e il pilota poi la va a controllare quindi c'è un delta un tempo
tra quello che fa la macchina e la reazione del pilota che va a
controsterzare bene parliamo di un decimo un decimo di secondo
quando è arrivato valentino a guidare la macchina formula 1 era il più veloce di
tutti è solo per questo dato io ho detto questo può diventare un gran pilota
infatti ce l'era diventato poi ha detto no e non ha voluto continuare a fare
formula 1 per due anni ho lavorato con valentino per farlo diventare pilota
pilota di ferrari le cose si sanno ma non si sanno andava velocissimo aveva
questa capacità forse perché gli veniva da remoto non lo so ma di poter reagire
quasi immediatamente a quello che era contemporaneo a quello che faceva la
macchina e tu sai quanto angolo di sterzo dagli non è che c'hai no c'è c'è
e poi gli dai quello, ma non è che gli dai questo o gli dai di meno.
Quindi è tutto un'arte, è tutto una musica, è tutto un utilizzo di creatività, quel gesto di questo pilota.
E l'unico modo per cui lui possa fare quello è che stia qua, perché altrimenti non gliela fa, non gliela fa.
Possiamo metterci qualsiasi robò lì dentro, farà quello che in quel momento ha fatto Senna,
ma se cambiano le condizioni della pista, va fuori la macchina, non gliela fa,
perché non può sapere quello che effettivamente sta succedendo in quel
momento cosa che un human being si perché perché sei lì se connesso e se
sei connesso con ciò che è tutto e allora riesce anche a vedere ciò che
dovrei fare per sopperire a quella situazione
ecco dove le donne sono più brave le percezioni questa è la percezione
sviluppano se uomini perché 20 ci stanno da 10 a 0 questione che noi facciamo
circa 60-70 mila pensieri al giorno, pensa un po' quanti ne fanno, e guardate, il 90%
sono gli stessi quelli del giorno prima, forti eh, e poi il 70% di questi sono negativi
e ridondanti, quindi attiviamo negatività. Insomma, bel dato, interessante, ormai ci
abbiamo capito che ciò che si manifesta, ciò che si pensa si manifesta, ormai la ricerca
che ci è arrivata, ci stiamo arrivando, beh, nel caso della creatività, eh no, non andiamo
a fare gli stessi di una volta, andiamo a cercare di vedere qualcosa di nuovo, perché
noi possiamo farlo se ci mettiamo lì e riusciamo in qualche modo a tirar fuori, come fa Usain
Bolt a fare il nuovo record dei 100 metri, se fosse sempre la stessa persona di prima,
è chiaro si allena, si allena di più, è chiaro, ma a un certo momento lui dovrà utilizzare
conoscenze che prima non aveva
di qualsiasi tipo
per poter fare un nuovo record
fatto lui lo fanno tutti
però c'è sempre uno che lo fa prima
e questo da dove la prende?
e la prende proprio questo
è un caso di creatività
sempre
e allora
guardate come siamo fatti
noi siamo abitudinari
noi abbiamo una nostra realtà
facciamo certi pensieri
abbiamo gli stessi comportamenti
abbiamo le stesse esperienze
quindi abbiamo le stesse emozioni
e quindi abbiamo un modo d'essere, si chiama stato d'essere,
che ne deriva da tutto ciò che noi facciamo continuamente, ma lo facciamo sempre.
Quando ci alziamo la mattina facciamo esattamente la stessa cosa del giorno precedente,
di due giorni precedenti, di tre giorni precedenti.
Poi la seconda operazione della mattina è uguale a quella che era di ieri, dell'altro ieri,
è sempre così, siamo abitudinari.
Il nostro passato diventa il nostro futuro.
E quindi noi definiamo una personalità.
Bene, dal punto di vista psicologico, la personalità di una persona è definita con un dono di 35 anni.
Perché? È perché ha fatto già tutto.
Ha già studiato, ha già lavorato, ha già si è sposato, ha già c'ha i figli,
ha già fatto un po' tutto e l'ha fatto diverse volte e ha creato una personalità.
Ecco, noi siamo abitudinari da questo punto di vista.
È vero, ma noi possiamo fare anche qualcosa di diverso?
è perché la creatività è un nuovo stato d'essere,
lo possiamo fare, dobbiamo essere istruiti a farlo,
siamo nati per farlo.
E in questo caso c'è il conscio che si unisce con l'inconscio.
E allora a me piace dire che l'anima si abbraccia con la ragione.
E allora se abbiamo una nuova realtà, abbiamo nuovi pensieri.
Ma se abbiamo nuovi pensieri, abbiamo nuovi comportamenti.
Ma se abbiamo nuovi comportamenti, abbiamo nuove emozioni.
Ma se abbiamo nuove emozioni, abbiamo un nuovo modo d'essere.
E allora abbiamo un nuovo futuro, un nuovo io.
E abbiamo una nuova personalità.
Guardate, è un'espressione matematica l'evoluzione.
È una derivata nel tempo.
Non so chi è che conosce matematica, ma spesso penso che la conosciate.
Il delta stato d'essere, se io oggi sono così, con i miei pensieri e le mie emozioni,
domani sono così, con nuove emozioni e nuovi pensieri.
E allora c'è un delta.
Ma se questo è un giorno, vuol dire che io in un giorno sono evoluto.
Bene, l'evoluzione cos'è?
È la derivata del cambiamento dello stato d'essere rispetto al tempo.
Quindi, essendo lo stato d'essere la personalità,
vuol dire che noi, per cambiare, dobbiamo cambiare la nostra personalità.
Possiamo fare altro, ma noi lo possiamo fare, le macchine no.
E se lo facciamo?
E allora cominciamo a essere veramente persone 4.0.
Ma se noi non rimaniamo lì, queste ci ammazzano.
Queste ci fagocitano, eh?
Guardate, perché c'è l'ignoto?
Perché c'è l'infinito?
Perché noi siamo infinito?
Il cervello è fatto da 75% d'acqua.
Bene, ci sono alcune centinaia di miliardi di neurone
perfettamente lì sospesi in questo nuvolo d'acqua.
E per ogni neurone ci sono circa 40.000 connessioni.
E quante operazioni fa un neurone?
Lo sapete voi, è un biocomputer di 60 megabyte.
E fa centinaia di migliaia di funzioni al secondo per alcune centinaia di miliardi di neuroni elevato a 40.000, tante sono i collegamenti sinaptici. Quante cavole di operazioni facciamo qua? Noi siamo infinito qua, ma mica solo qua. Siamo infinito, la macchina è finito, l'uomo è infinito.
siamo non limite
siamo anima
non possiamo non addestrarci in questo
non possiamo non allenarci in questo
non possiamo non essere consapevoli
in questo, dobbiamo esserne consapevoli
se vogliamo migliorare la nostra situazione
sempre considerando
che abbiamo valori e abbiamo emozioni
vedete quanto siamo potenti
ammazza se siamo forti
ma voi questo lo sapete meglio di me
quando pensiamo
si creano
Vediamo quanti neurotrasmettitori si creano e tutti questi cominciano a mettersi in moto, si comunicano i neuroni, ok? Grande giungle di neuroni si attivano e quindi vengono prodotti tutti quelli che noi chiamiamo i leganti chimici, che sono quelli che fanno comunicare i nostri sistemi.
Ma non solo, ma cominciamo, i leganti chimici, i peptidi, i neuropeptidi,
i neurotrasmettitori, tutto quello che sono,
vanno a comunicare con le cellule.
E allora noi attiviamo le cellule.
Attiviamo le cellule, vuol dire che diamo un messaggio al nostro DNA
e verrà prodotta una proteina.
Il nostro pensiero produce materia.
Quindi il pensiero produce materia.
il pensiero quale quale quello creativo perché se noi cominciamo a produrre
materia nella creatività ragazzi creiamo creiamo quello che sarà il nostro
futuro guardate che la mente modifica colui
che la produce ci avete mai pensato è l'unico probabilmente sistema sistema
operativo perché la mente è un sistema operativo che è capace di cambiare
colui quale la produce la mente è prodotta dal cervello e il cervello in
la mente. Ma nel momento che noi pensiamo, andiamo a cambiare il cervello, perché cambiamo
i collegamenti simatici, subito, immediatamente. Anzi, andiamo a cambiare anche il corpo, perché
andiamo a produrre, biochimicamente, andiamo a produrre delle nuove proteine. E quindi
la mente è più potente di colui il quale la produce. Se io prendo questo pezzo, è
prodotto da una macchina, questo è stampato da una macchina, e gli chiedessi a questo
pezzo, senti, cambiami la macchina che ti ha stampato, questo non gliela fa. Non gliela
possiamo fare noi abbiamo un sistema qua dentro che
gli apposta vogliamo fare e allora voler motorizzare allora vogliamo allenare la
vogliamo essere vogliamo essere altrettanto bravi quanto una macchina
quanto un industria 4.0 quanto una tecnologia 4.0 e si siamo nettamente più
forti e allora cresciamo parallelamente andiamo a utilizzare ciò che siamo per
gratis queste gratis ne abbiamo studiato perché l'inconscio sistema nervoso
operativo, il nostro sistema nervoso
autonomo, non è che ne abbiamo comprato
e nasce quando
due cellule, spermatozoe e ovulo
dei nostri genitori si uniscono e
ciao, da monocellule diventiamo
degli orsi come me
grigi, eh? Ok?
E allora utilizziamo tutte queste belle cose
e allora vedete
possiamo fare tutta un'altra cosa, guardate
noi possiamo essere
neurorigidi ma contemporaneamente
anche neuroplastici, perché?
Perché? Perché se noi ripetiamo sempre la nostra stessa realtà andiamo a rafforzare quello che è il nostro hardware, quello che è il nostro cervello, lo rafforziamo, proprio lo odiamo, nella pietra lo scolpiamo.
Perché andiamo a fare sempre gli stessi pensieri, sempre le stesse emozioni, sempre gli stessi circuiti neurali, sempre a quel punto definiamo dei programmi automatici, che è il subconscio, l'inconscio, chiamatelo come vi pare,
e quindi noi rafforziamo, e quindi siamo neuroligidi.
Siamo capaci di fare questo, ma se stiamo in questo, la macchina ci ammazza.
Perché la macchina è nettamente più forte di fare questo.
Mentre noi siamo capaci di fare questo.
Possiamo. Siamo meraviglie di cambiamento.
Il cambiamento è dal vecchio io al nuovo io, attraverso l'ignoto.
Questa è la definizione di cambiamento.
E io passo dalla Formula 1, come ingegnere, manager, leader, diciamo custode della performance e dell'affidabilità della macchina,
e poi passo a parlare, a trasferire questi messaggi, così come sto facendo oggi a voi, alle aziende.
Il cambiamento. Non c'è un'azienda che sia in un cambiamento.
e sono terrorizzati dal cambiamento.
L'ingegnere dovrebbe venire qui a fare uno speech
e il nostro focus quest'anno è il cambiamento.
Ma i coglioni, scusate il termine,
e chi non lo è?
Cioè, per me il cambiamento è una costante,
è un ossimoro.
Il cambiamento è una costante.
Per noi Formula 1 era una costante,
non potevi non cambiare,
non potevi pensare di rimanere là dove eri,
perché altrimenti ti massacrano,
No, ci sono tre strade normalmente.
Uno è progredire, l'altro è mantenere e l'altro è regredire.
Non puoi regredire perché altrimenti non vinci manco se vuoi.
Ma non puoi neanche mantenere perché gli altri migliorano
e quindi regredisci automaticamente.
Puoi solo progredire.
Ma progredire vuol dire cambiare?
E quindi è nel DNA il cambiamento.
Vado dentro un'azienda e mi dicono
ah noi abbiamo un grosso problema, siamo in totale trasformazione.
E per fortuna!
E che vuol fare?
Il mondo cambia esternamente.
Se tu stai vestito così e vai fuori e che ci sono zero gradi
e vedrai che il corpo fa qualcosa, per fortuna che lo fa.
Se per caso dovesse oscurarsi il sole per vent'anni
e le temperature calano di 20 gradi o di 30 gradi,
quindi andiamo a almeno 20 o a zero in estate,
vedrete che dopo un po' ci avremo una pelliccia qui che non finisce più.
Perché due proteine di pelliccia le facciamo, mica siamo scemi.
E quindi noi siamo meravigliosi di cambiamento.
ma nel momento che gestisce il cambiamento il nostro inconscio il nostro sistema operativo quello che abbiamo sistema autonomo nervoso autonomo tutto bene perché gestito da chi c'è sopra che non sappiamo chi sei ma quando noi dobbiamo gestire il conscio il cambiamento del conscio lì vengono fuori i problemi perché noi siamo abitudinari ma andiamo là no noi dobbiamo essere persone 4.0 noi dobbiamo essere totalmente sempre nel cambiamento
Altrimenti c'è l'esterno che comanda su di noi.
Non solo le macchine, ma l'esterno che comanderà su di noi.
Sempre, comunque.
E allora dobbiamo fare nuova realtà, nuovi pensieri, nuove emozioni,
nuovi circuiti neurali e quindi rimozione dei programmi automatici.
E allora andiamo nella neuroplasticità.
Siamo nel campo di lasciare il certo per l'incerto.
Andiamo all'ignoto.
E non c'è più bella di cosa?
Cosa? O no? Non sarà bello?
O vi piace stare là dove stavate?
La comfort zone.
Ma che è questa comfort zone?
Ma di che?
Ma dopo due anni della comfort zone voi state male?
Perché qualcosa è cambiato e non è più comfort zone.
E che palle!
E se stava tanto bene?
E perché adesso dobbiamo fare questo?
Perché non puoi mantenere.
Perché siamo in questo mondo dove c'è continuo cambiamento.
Quindi sapete qual è la comfort zone?
E il cambiamento è sempre l'incerto.
Quella è la comfort zone.
Cominciamo a cambiare e andare lì e vedrete che non vi lamentate più, anzi cominciamo anche a divertirci di tutto ciò.
Allora diventiamo persone 4.0, allora possiamo competere con le macchine, allora possiamo andare.
Ma è quello che ci ha detto Jack Malinitz, è esattamente la stessa cosa. Io lo sto declinando, quello che ha detto.
Mi avvicino ogni volta perché Pia non pia. Oh, chi è che conosce Harry Potter? Bellissimo, io lo so a memoria.
Mi è piaciuto subito perché a me piace lavorare di fantasia.
La scena con la fenice, bello.
Ecco cosa dovremmo essere noi.
Va vicino.
No, ho sbagliato.
Torno indietro, va vicino e vado.
E che è?
Professore, signore, l'uccello non ha potuto fare nulla.
Ecco, ha preso fuoco.
Era proprio ora.
Da giorni aveva un aspetto orribile.
Peccato che tu l'abbia vista nel giorno del falò
Fanny è una fenice
Prendono fuoco quando arriva l'ora della morte
E poi loro rinascono dalle ceneri
Quindi lasciano l'incerto
Lasciano l'incerto per l'incerto
Rinascono
Le loro lacrime hanno poteri curativi
Capite cosa dobbiamo essere?
Spogliamoci di quello che siamo
Siamo troppo abitudinari, siamo sempre gli stessi, non possiamo, il mondo cambia, se cambia il mondo noi avremo un delta, un delta che si chiama difficoltà, infelicità, chiamatelo come vi pare, però vi distacca, se voi cambiate, eh no, eh allora, se poi, proviamo a fare un riassunto fino adesso, se poi sapete quali sono i vostri valori e sapete quello che avete fatto, state facendo per soddisfare i vostri valori, quindi avete la motivazione,
E se poi sapete anche cosa vorreste fare e quindi essere certi, essere consapevoli di ciò che avete fatto, di ciò che state facendo e di ciò che farete per soddisfare ciò che siete, e questo si chiama passione, allora la passione dove vi mette? Vi mette automaticamente qua.
quindi parte dai valori l'essere qua e la non consapevolezza dei nostri valori
ci permette di essere qua che è il passato o qua che è il futuro e allora
cominciamo a avere qualche problemino nel senso che cambia l'esterno e noi
siamo in difficoltà può essere vero per quel momento ma dopo non è più vero e
allora dobbiamo tornare qua e chi ci mette qua la nostra la nostra energia
la nostra motivazione e la nostra passione è questo che ci mette qua
Questo, le macchine, non ce l'hanno, anche le più potenti che potreste mai immaginare.
Questo cervello che abbiamo qua, come abbiamo visto prima, non è banale.
Se noi con l'attuale tecnologia volessimo riprodurre la potenzialità del nostro cervello,
quindi fare un computer tanto quanto potente un cervello,
e non basta la superficie della Terra come computer, come hardware,
non è banale quello che abbiamo qua.
E allora utilizziamolo, cavolo.
È vero che dobbiamo andare avanti nella tecnologia, non lo metto in dubbio,
ma si vince attraverso questo, attraverso questo, non attraverso la tecnologia.
L'attività è sempre, comunque, dovunque, portata avanti da una persona umana.
Sempre.
E se poi dopo ci sono più persone umane, ed è questo quello che dobbiamo fare,
ed è questo che dobbiamo riuscire a portare avanti, è l'insieme.
Perché sì, è vero che vado veloce se sono solo, ma vado lontano se siamo insieme.
e allora cominciamo a fare la differenza
e allora cominciamo a fare anche quelle cose
che diceva Jack Ma, quindi avere
libero arbitrio, avere a cura degli altri
lavorare in squadra, su questo noi
dobbiamo farlo, o le macchine lavorano bene
in squadra, non hanno emozioni
ma appena si collegano, due protocolli uguali
queste colloquiano, da qui
fino al deserto del Sahara
quindi sanno farlo molto bene il gioco
di squadra, il problema nostro nel nostro
gioco di squadra è l'ego, perché l'ego separa
l'ego è la sede del pensiero
E' lì. E quindi ci separa.
Bene, noi utilizziamo un po' più l'emozione,
perché le emozioni magari uniscono, il pensiero separa.
Le emozioni utilizzate uniscono, ok?
E quindi cominciamo a essere persone 4.0.
E io so che sto parlando dei chirurghi, io vi conosco, non è che non vi conosco.
Ho avuto da che fare, tra l'altro sono stato pure operato.
Quindi ho cominciato bellissimo a fare, durante la sala operatoria,
uno mi conosceva, ingegnere,
e gli dico, interessante, vi voglio osservare
perché sono qua
quando mi hanno operato il piede
e ho cominciato a fare un speech
e poi c'era quella
mi si chiama
era un'infermiera
dell'anestesia
dice, dammi la mossa altrimenti tocca rifarla
perché eravamo partiti, mi facevano domande
e tutto il resto
ho guardato un po' di cose, quindi ho visto un po'
i comportamenti, ho lavorato molto
nell'ambito del regolamento, ho detto insegno
al gemelli, quindi un po' vi conosco
per certi versi, e quindi se vi dico
certe cose, è perché magari
cerchiamo di fare un po' di differenza
altrimenti avrete sempre comunque
situazioni, verso, sempre, negatività
ma la negatività, scusate
mi la create voi, non la crea l'esterno
state pur tranquilli, perché l'esterno
e torniamo a noi
l'esterno
c'è la dualità
c'è la complementarità, si ha scoperto pure Bohr
Niels Bohr
quello che ha definito nell'ambito della fisica quantistica
questo fisico moderno danese
che ha definito la nuova visione dell'atomo
e ha tirato fuori la teoria della complementarità
e il problema è che quando è andato in Cina
a parlare di certe cose
così anche come in Giappone
così come anche in India
ha scoperto
dice ammazza questi già usano da 2500 anni
e quindi noi ci siamo arrivati un pelo in ritardo
rispetto agli altri
e infatti se voi andate a vedere lo stemma di Niels Bohr
dell'attività che ha fatto
Dentro c'è lo yin-yang, la complementarietà.
E che cos'è lo yin-yang?
Sapete quello stemma cinese dove c'è il disegno di questa semiluna bianca col puntino nero
e poi c'è esattamente l'opposto, nero col puntino bianco,
che fa capire che noi siamo complementari.
E nasce proprio dall'idea che noi siamo entrambi simultaneamente energia e particella
nell'ambito della fisica quantistica.
Allora, è qua, nel passato e nel futuro, noi abbiamo la dualità, la complementarità.
Quindi vuol dire che per conoscere quando stiamo bene, dobbiamo conoscere quando stiamo male.
Vuol dire che se vogliamo essere in benessere, dobbiamo aver conosciuto la crisi.
Vuol dire che se c'è l'amore, c'è l'odio.
Vuol dire che se c'è il bello, c'è il brutto.
Vuol dire che se c'è il buono, c'è il cattivo e non possiamo fare altro, perché noi viaggiamo attraverso questo.
Questo, qua no, perché qui siamo infinito, qui c'è l'infinito, il finito non ha il suo duale, non ha il suo contrario, non c'è il suo contrario, assolutamente, quindi vuol dire che qui c'è solo una cosa, ma lasciamo, ci siamo, evolviamo, quindi qui c'è solo il bene, anzi c'è l'amore, da qui c'è l'amore, poi c'è il bene, c'è la felicità, c'è l'entusiasmo, c'è il benessere, c'è tutto qua, e c'è pure il mioto, e c'è pure la creatività, e c'è pure il cambiamento, e c'è pure la visione,
e c'è quello che non c'è
ed è gratis
è gratis
e stiamoci lì, porca boia
e se stiamo là, no
tra l'altro, lo volete sapere un altro?
che se vogliamo aumentare il benessere
purtroppo dobbiamo aumentare anche il malessere
è perché nulla si crea e nulla si distrugge
tutto si trasforma
quindi aumenti uno
devi aumentare l'altro, quindi non possiamo farne a meno
né dell'uno né dell'altro
e qui mi fermo, altrimenti andremo a finire
a fare delle belle teorie
e dice, ma questo che cacchio c'è sta lì?
E lasciamo stare.
Quindi vedete, nel passato c'è ciò che è noto,
nel presente c'è l'ignoto, c'è la creatività,
il unlimited, c'è il coraggio, il coraggio è lì,
là c'è la paura e là c'è il giudizio,
e c'è un nuovo stato d'essere,
e il futuro deve essere un nuovo presente.
Ecco il segreto, ecco quello che possono fare gli uomini,
portare il futuro nel presente.
E sapete chi mi ha spiegato a me? Un pilota. Io mi fa, io ero giovane, però la fortuna è questa, una botta di culo, la miseria di aver lavorato con certe persone.
Vedi, io sono già campione del mondo. Io sono già campione del mondo. Il suo futuro lo già vive come se l'avesse già raggiunto.
Attenzione, lì si diventa potenti un bel po'.
Questo è un campione, assolutamente un campione.
E noi dobbiamo esserci.
Guardate questo film, poi dopo lo vediamo insieme.
È fantastico.
E parla della ridefinizione che c'è stata nel passato, la radio.
La radio è stata creata e costruita dalla RCA negli anni venti, in America.
Ed era un elemento che trasmetteva musica e i notizieri, questo era, costava 3-4 stipendi di una persona, però l'ha inventato a raggio, però nessuno sa cosa la permette, guardate che cosa vuol dire essere persona 4.0, questo è un riassunto di tutto quello che vi ho detto, questo l'ha spiegato nel 2007.
Questo filmato mi sembra che sia del 2007.
e fanno di Malcolm Gladwell uno dei più importanti autori di best-seller scientifici.
Voglio raccontarvi la storia di qualcosa che accadde 85 anni fa, nel 1921.
Un incontro di pesi massimi in una piccola città che si chiama Jersey City, nei pressi del fiume che porta a Manhattan.
Un incontro tra due dei più grandi pugili dell'epoca.
Jack Dempsey, uno dei più grandi pugili di tutti i tempi,
e un francese, Georges Carpentier.
Era stato organizzato come il match del secolo,
è una formula che si usa spesso per gli incontri di box,
ma quella volta era vero, era un affare gigantesco.
Erano in palio un milione di dollari, una cifra che all'epoca era inconcepibile.
Qualcosa come centomila persone comprarono i biglietti per assistere all'incontro.
Giornali da tutto il mondo avevano inviato i loro cronisti a vederlo.
Era l'evento sportivo più pubblicizzato e atteso di quell'anno.
Ora, nel 1921 c'era un giovane, David Sernoff.
Lavorava in una società e il nome della società era RCA.
Nel 1921 RCA era nel mondo il principale produttore di apparecchi radio, ma avevano un problema.
problema. La radio era questa tecnologia nuova di zecca, ovviamente molto affascinante,
ma la RCA non riusciva a convincere la gente a comprare radio. Incontravano difficoltà
davvero enormi nel tentativo di vendere questa nuova tecnologia ai consumatori di tutto il
mondo. Ok, Sernoff, che era davvero l'ultimo arrivato in RCA, andò dai suoi capi e gli
disse, sapete, credo che questo incontro di Vox sia una straordinaria opportunità per
noi. Dobbiamo trasmetterlo via radio in diretta. Fino ad allora non si erano sviluppate le
professionalità nella radio, non c'erano emittenti, non c'erano programmi. I programmi erano
fondamentalmente le news e un po' di musica classica prima e dopo i notiziari che c'erano
ogni ora. Nessuno prima di allora aveva mai trasmesso un evento sportivo in diretta.
Sernoff dice ai suoi capi, questo incontro sarà una grande opportunità per noi di far
vedere cosa è la radio e la sua tecnologia, ma i capi dopo averlo ascoltato gli dicono
è l'idea più strampalata che abbiamo mai sentito in vita nostra, ma Sernoff che è
tenace torna il giorno dopo e dice lo so che ieri mi avete detto che non vi interessa trasmettere
l'incontro, ma vi sbagliate, noi dobbiamo farlo, ma loro gli ripetono abbiamo detto
di no, lui allora torna anche il terzo giorno e dice lo so mi avete già detto di no, ma
ma io davvero penso che questo incontro possa fare la differenza per la nostra azienda.
E alla fine, pur di togliercelo dai piedi, i suoi capi gli dicono
ok, se ci tieni fallo, ma lo farai da solo, noi non ti daremo un centesimo.
Sarnoff se ne va e si mette a organizzare ogni cosa.
Si mette in cerca di qualcuno che conosce qualcuno
in grado di procurargli un radiotrasmettitore dell'esercito
e lo trova da qualche parte a Jersey City.
Poi si accorge che gli occorre qualcuno che conosca qualcuno che conosca qualcuno esperto di box,
perché serve un cronista che descriva l'incontro.
Così trova questo ragazzo e gli dice, lo so che può sembrarti strano,
ma voglio che tu descriva le cose che vedi per le persone che seguiranno da casa.
Poi si rende conto che tutto questo non basta per una diretta radio,
dal momento che nel 1921 quasi nessuno ha una radio.
Quindi chiama alcuni uomini della forza vendite RCA in tutto il Nord America e gli dice
«Sentite, avrei bisogno di un favore. Vorrei che prendeste delle radio,
possibilmente con una amplificazione speciale, e che le installaste nei bar, nei caffè,
negli auditorium delle scuole. Dovunque c'è gente, voglio una radio».
Al che la forza vendite si mette al lavoro e lo accontenta.
La notte prima dell'incontro, Sernoff collega tutti questi impianti di trasmissione e così trasmette il primo evento sportivo in diretta della storia.
Nei giorni e nelle settimane successive alla trasmissione si verificò una cosa incredibile. Il numero di radio prese il volo. Il giorno dopo e per settimane la gente si mise in fila fuori dai negozi per comprare una radio.
Nei 12 mesi successivi qualcosa come 1200 aziende entrarono nel mercato della radio.
Quella radiocronaca era stata il punto di svolta, l'evento che aveva sdoganato la radio da diavoleria tecnologica
per trasformarla in uno dei più grandi e duraturi successi di tutta la storia commerciale del XX secolo.
Ora vi ho raccontato questa storia perché penso che costituisca un meraviglioso esempio di come i cambiamenti avvengono nel mondo reale.
Allora, cosa ci dice tutto questo?
Sto ragazzo è arrivato e ha avuto un'intuizione.
C'è centomila persone che vogliono vedere questo, e non ci sono più biglietti.
Dico, ma abbiamo la radio, ma se noi ci mettiamo lì e la trasmettiamo live, lo facciamo.
Ora, i capi perché hanno detto di no?
E' perché erano convinti che la radio doveva entrare nella testa delle persone con il tempo, perché comunque ci volevano investimenti di soldi e di tempo per poter far sì che la gente acquisisca o acquisisce la consapevolezza di prendere una radio.
In realtà la trasformazione viene molto più rapida di quello che noi pensiamo
nel momento che si coinvolge l'essere tutti insieme, si va molto più lontano
e tra l'altro si va anche più veloce in quel momento lì.
E allora che cosa ha fatto sostanzialmente?
Ha ridefinito l'uso della radio.
Perché?
Perché all'epoca, negli anni 90 in America, c'erano cinque edizioni di giornali.
Cinque.
Gli strilloni, vi ricordate le foto dei ragazzini che vendevano, c'era quello della mattina, del mezzogiorno, del pomeriggio e della sera, ora è 4.
E quindi la radio che faceva? La radio trasmetteva news, i telegiornali e la musica classica.
E vabbè, ma perché io devo andare a comprare una radio che mi costa quattro volte il mio stipendio per sentire esattamente quello che posso leggere nei giornali che mi costa molto meno e la musica la sento in un'altra maniera.
E invece lui l'ha ridefinita. Qual è la ridefinizione?
È guardarsi, no scusate, ascoltare un evento tipo il box dal divano della casa propria.
E qui cambia il mondo. È la trasformazione. È un'intuizione questa.
È un modo di vedere qualcosa.
Nessuna macchina ci avrebbe potuto riuscire a fare questo.
Un human being ce la fa.
E va a cambiare quello che l'abitudine di certi capi o di certe aziende continuano ad avere.
Questo è il vero e proprio cambiamento.
Ma non c'è solo questo.
Lui conosceva qualcuno che conosceva qualcuno che conosceva qualcuno
perché lui da solo non gliela faceva.
E quindi ha dovuto trovare fuori quello che poi trasmette in diretta il cronista.
Poi ha dovuto trovare dall'esercito gli amplificatori, i trasmettitori.
Poi ha dovuto trovare tutto questo.
Quindi di che cosa stiamo parlando?
Di unire competenze, unire intelligenze per avere un'intelligenza collettiva.
E' solo attraverso il vero progresso economico, cioè solo quando miglioriamo la tecnologia, ma miglioriamo anche quello che è l'aspetto uomo.
E lui ha fatto proprio quello, non ha fatto altro, un ragazzino di 21 anni, mica chissà che cosa.
Quindi è quello che è il social power, chiamiamolo social power, chiamiamolo intelligenza cognitiva, chiamiamolo gioco di squadra.
E allora io vi faccio un altro esempio, prendiamo questo, questo da dove nasce? Quanti anni ha questo? Lo smartphone, quanti anni ha? Più o meno? Una decina d'anni? E che facevamo dieci anni fa?
No, c'eravamo il telefono normale, c'era la gozza della Motorola, c'era il Nokia, oppure c'eravamo il telefono a casa, se poi eravamo voluti c'era pure il tasto, oppure c'era il bar, oppure c'era la cabina elettronica, la cabina telefonica.
E poi con questo noi andiamo a fare i film, le foto, ci ascoltiamo la musica, ci ascoltiamo i film in podcast, ci mettiamo la musica in podcast.
Qualcuno l'ha ridefinito, qualcuno l'ha ridefinito il telefono, non è più un telefono, è qualcos'altro.
E nasce sempre da lì, un successo nasce sempre attraverso una ridefinizione e attraverso l'utilizzo di un'intelligenza collettiva, sempre.
sempre. Dopo ci fai la tecnologia, ma prima ci vuole quest'altro. E se noi non cominciamo
a crescere in quell'aspetto, non possiamo più ridefinire, non possiamo più intuire
e non possiamo più fare questo. E ci sono le macchine che prendono il sopravvento. Se
noi stiamo sempre nella nostra abitudine, le macchine prendono il sopravvento. E tutto
ciò che poi sarà, sarà contro di noi. E saremo a lamentarci di tutto ciò che è,
di tutto ciò che sta accadendo
per forza, perché non siamo
nella stessa gradiente di crescita
e quindi siamo costretti
a migliorare o a cambiare
altrimenti staremo sempre male
e magari già adesso si comincia a stare male
per certi aspetti
e allora cominciamo a farlo
e adesso
quello che vi dicevo all'inizio
provo a stuzzicare
provo a parlare
del chirurgo 4.0
non me menate
C'avete i pomodori?
Non mi lanciate i pomodori.
Però io ci provo a farvi capire, a farvi vedere alcune cose.
Poi lascio a voi pensare quello che volete.
Ma lasciatemi mettere in gioco, lasciatemi giocare.
Perché poi vi farò vedere perché gioco.
Perché c'è un motivo per cui gioco.
Beh, il chirurgo, pure lui c'ha dei valori.
Pure lui può avere una motivazione, no?
E allora, come vi ho detto prima,
metteteveli in gioco.
Andate a vedere, mettetevi lì, andate a vedere quali sono i vostri valori, quali sono i vostri valori?
Li conoscete? Li conoscete tutti? Avete tutto chiaro quali sono?
Oppure ne avete chiari uno, due, tre, quattro, cinque?
Attenzione, vi sto cercando di dare un esercizio in modo tale che potete essere o vedere qualcosa che vi faccia divertire,
che vi faccia star bene, perché nei valori c'è il divertimento, c'è la felicità, c'è la gioia.
quindi, quali sono?
pensateci, guardatevi
spendete qualche minuto della vostra giornata
a andarli a vedere
poi andate a vedere tutto ciò che avete fatto
tutto ciò che avete eseguito nella vostra vita
andate a vedere quella che è l'origine
della vostra motivazione
perché ne avete bisogno adesso
come tutti ne abbiamo bisogno
in qualsiasi attività
e poi andate a vedere quello che volete essere fra due o tre anni
fra quattro anni
magari c'è chi ha 65 anni
quindi lasciami perdere, che appena Fornero me lo permette, me ne vado in pensione e finalmente vado a pescare.
Ok, pensa di andare a pescare.
Oppure quello che ha 30 anni, quello che vuole fare 35, oppure quello che ha 50 anni, che ancora ha 15 anni,
passa anni di lavoro e quindi va a vedere quello che è la sua passione.
Un chirurgo 4.0 deve avere chiaro qual è la sua motivazione e qual è la sua passione.
Se non l'ha chiaro, tutto l'esterno sarà contro.
ci siamo o chiaro questo anche per un leader di una società ma questo anche per un genitore è
il mestiere più difficile quello dei genitori vero no chi è che c'ha figli qua e sapete perché è
difficile se mi sei mai pensato perché è difficile perché abbiamo a che fare con un elemento variabile
perché nasce che un pargoletto così è bello carino piccoletto e ti fa piangere però è carino e poi
poi cresce, cresce, poi se è una bimba ha 12-13 anni e se è un maschio ha 15-16 anni,
poi dipende dai contesti, perché sono sempre donne, sempre prima, ci arrivano sempre prima,
sempre comunque, quindi no? Cominciano ad avere un libro arbitrio, cominciano ad avere
un independent thinking, cioè cominciano a pensare, perché cominciano ad avere pensiero
sempre di più, e quindi voi siete lì che gli dite, allora devi fare questo, questo,
quest'altro, no, come no, no, lo devi fare perché, no, io navido così, io non lo voglio fare, io non lo faccio, ma come no, ma fino adesso, eh sì, adesso no, e vedete cosa fa, succede che cambia, e cambia in maniera spaventosa, perché? Perché voi in quel momento non potete più utilizzare l'autorità, dovete utilizzare l'autorevolezza, perché essere genitori è un sinergico utilizzo di autorità e autorevolezza,
Quando finché ha 10 anni, 8 anni, 9 anni, non è un problema, voi utilizzate l'autorità, lui lo farà, dopo non lo farà più. E l'autorevolezza dove sta? Sta in quello che sapete? Eh ma ce lo sa pure prima, è pure un anno prima, quando aveva 10 anni sapeva quello che voi siete, o quello che voi sapete, e quindi non sta in quello che è la sapienza.
La sapienza vi genera autorità, non autorevolezza.
L'autorevolezza ve la genera l'utilizzo delle emozioni.
E la motivazione e la passione sono gli due elementi più importanti dell'ambito della motivazione.
Quindi anche a diventare genitori, a essere genitori efficaci, bisogna utilizzare le emozioni.
E quindi sapere quali sono i nostri valori ci dà una mano alla grande,
perché lì c'è la sorgente della motivazione e della passione.
E poi, e poi, il chirurgo deve sapere utilizzare le emozioni, no?
Siate onesti con voi stessi, alzi la mano chi è empatico, chi è empatico, alzi la mano,
siate onesti con voi stessi.
Ragazzi non possiamo farne a meno, non possiamo farne a meno dell'empatia,
e adesso ve lo farò vedere perché
perché voi siete creatori
ma siete anche creatori della creatività
dei vostri pazienti
sto entrando dentro il vostro mondo, scusatemi
dopo mi ho buttato i pomodori
ma è il mio mondo
perché è esattamente il mio mondo questo
quando ero ingegnere di pista di un pilota
e adesso
perché l'empatia?
perché voi vi dovete connettere emozionalmente
con le persone
e se siano paziente
parente del paziente, discenti
operatori di sala operatoria
infermieri, caposala
che cacchio, quante ne avete?
non potete farne a meno
se volete essere 4.0
ok?
chi è la persona più empatica di questo mondo?
togliamo via il papa, il Dalai Lama
il papà e la mamma
il figlio, la figlia
chi è? la mamma, togliamola
è questa, guardate
Mamma ti chiederà di cantare una canzone
Vuoi che mamma canti una canzone?
Fammi sapere come ti senti per questa canzone, ok?
Non voglio che tu venissi qui più
Ti prego per la tua miseria
Non sai quanto è forte la mia malattia
Quanto mi paga
Perché quando dici che è tutto
Che fa?
Aspetta che spengo perché altrimenti qui pegnavo tutti.
Cosa fa sta bimba?
C'ha sei mesi, eh?
Si sta emozionando?
Che cosa è che fa in quel momento?
Cosa sta facendo realmente in quel momento?
Sta facendo due cose.
E allora siate sinceri.
siate sinceri
quanti di voi ascoltano
quanti di voi ascoltano i vostri figli
i loro propri figli
quanto di voi ascoltano il proprio paziente
quanto di voi ascoltano i propri discenti
quanto di voi ascoltano i propri vostri colleghi
o i vostri collaboratori
capite?
l'ascolto vi porta all'empatia
perché quando si ascolta o si osserva una persona
si è totalmente dedicata a quella persona
e si collega
e si entra nelle scarpe
l'empatia è entrare nelle scarpe delle persone
connettersi emozionalmente quindi si dialoga non solo col verbale col
paraverbale e con non verbale ma si chiacchiera si dialoga anche con le
emozioni non possiamo farne a meno se vogliamo essere chirurghi 4.0 ora però
io lo so perché voi la stragrande maggioranza è poco empatica e non posso
e non posso dire che non fate bene lo posso capire perché l'empatia vostra
sarebbe tale che vi prendete tutti i problemi dei pazienti
e quindi quando tornate a casa
dice, ma so più male io che...
cioè avete la somma delle malattie
quindi è chiaro che è una barriera che voi utilizzate.
Bene.
E allora come si fa a aumentare l'empatia
senza avere questo?
Questo, diciamo, senso di depressione, disagio
di fine giornata.
Bisogna navigare l'emozione.
Quindi dovete aumentare l'empatia, ma anche aumentare il navigare l'emozione.
Che vuol dire aumentare il navigare l'emozione?
È una caratteristica di noi human beings.
Allora, cosa fa una barca a vela?
Ho messo la barca a vela qua.
La barca a vela è quel sistema che la mattina, io sono a barca a vela,
la mattina mi sveglio e dico, voglio andare là.
Apro la finestra, il vento tira là.
Bene, io prendo la mia vela, bombe vado.
Quindi cos'è la barca a vela?
è una utilizzatrice di energia, quale positiva, perché spinge nella direzione che voglio andare io.
Però passa il giorno dopo, voglio fare esattamente la stessa cosa, voglio andare là,
apro la finestra e il vento tira da qua.
E che faccio?
Gira la barca, vai via.
Che faccio?
Vado di bolina.
Esatto.
Quello che?
Perché? Non lo so, mi dico, io non sono l'esperto.
Cosa faccio? Faccio tutto un percorso, mi dicono, particolare, tale per cui un po' più azzicolato,
devo lavorare, sicuramente, e poi arrivo là.
E quindi io, sistema a barca, che cosa sono?
Sono quel sistema che sono capace di utilizzare sia l'energia positiva, sia l'energia negativa,
ma l'energia negativa nel senso che spinge contro, convertendola.
Perché quando qualcuno vi fa arrabbià, a gratis vi sta dando dell'energia, solo che in un contesto negativo.
Quando siete contenti, avete energia, però non tenetevela, lasciatevi andare, utilizzatela.
Così come utilizzate l'energia negativa, però bisogna convertirla.
Adesso vi faccio vedere come si fa.
Così almeno, è un po' come te do la medicina e poi te do anche la contro-medicina, no?
Te do l'aulin e il gastroprotettore, ti do tutti e due, perché così mi dicono che funziona.
Allora provate a pensare, noi siamo fatti così, noi abbiamo un'energia dall'interno che nasce dai nostri valori,
che ci dà motivazione, è intrinseca perché è nostra, questa qui nasce dai nostri valori.
Essendo nostra, qualsiasi escezione che noi facciamo nell'utilizzare questa emozione è sempre positiva.
i nostri valori che ci danno motivazione e passione
ci dà un serbatoio, come se avessimo un serbatoio di energia
per poter agire, positiva
poi ci può venire dall'esterno questa energia
può essere positiva nel caso di un complimento
un riconoscimento del pubblico, più soldi, un benefit
che ne so, quello che è, quella va direttamente nel serbatoio
dell'energia e della motivazione intrinseca
Però può essere anche che noi riceviamo dell'energia negativa,
rabbia, frustrazione.
Alla sera che stiamo lì abbiamo visto persone che stanno male,
quindi stiamo male, questa è l'energia negativa.
Bene, abbiamo tre modi per poterla utilizzare gratis.
Questa è gratis ed è sempre energia,
solo che in un contesto negativo.
Possiamo navigarla, possiamo renderla indietro con impulsività
o possiamo reprimerla.
allora vediamo il primo anzi prima di tutto parliamo di energia positiva vuol
dire che noi siamo contenti vuol dire che noi siamo felici siamo gioiosi e che
facciamo quando siamo gioiosi e contenti e felici che fanno come l'esternate
tamo boni siamo tranquilli se sa mai lasciatevi
andare in maniera etica morale e legale chiaramente ma lasciatevi andare
andare, utilizzare, avete visto Michael prima, si è lasciato andare, si è commosso, sembra
l'essere più debole di questo mondo, e chi piange è debole, ma di che? Lasciatevi andare,
emozionatevi, utilizzatela, siete contenti, siete con i vostri figli, soppargoliti così,
piadele e sparatele in aria, siete che state camminando in centro con i vostri figli, cantate,
ballate, abbracciate, fate quello che vi pare, siete dispenser di gioia, quando uno è dispenser
di gioia, sapete cos'è? È carismatico. Utilizzatela. Fate come, guardate, vi ricordate
Anacleto?
Ha il modello di macchina volante, non voglio avere niente a che fare con i tuoi pastrocchi
fotorizzici, lo sai?
Che è quella cosa lassù?
Oh sì, naturalmente, eccolo qua.
Vuol dire che l'uomo volerà un giorno là?
Ah, se l'uomo fosse stato creato per volare sarebbe nato con le ali.
sto per dimostrare il contrario Anacleto
se ti degnerai di osservare
eccolo che forte
oh no no no no no
l'uomo volerai come
come un petto di piombo
guardate Anacleto
avrebbe funzionato
se ferma più guardate
questa maledetta
ecco quello che dovete fare
quando siete contenti
quando siete positivi
quando siete soddisfatti
non controllatevela, non serve a niente
non serve assolutamente a niente
serve solo a reprimere
e voi mi insegnate, perché la biologia me lo insegna
che le emozioni sono molecole
sono i famosi leganti chimici
e quando i leganti chimici li riprimiamo
nascono qualche problemino
che sono le famose malattie psicosomatiche
quindi l'utilizzo dell'emozione
non solo ci rende performanti
non solo
ci permette di entrare nel presente
Non solo ci dà la volontà per agire, ma ci dà pure la salute, se proprio vogliamo.
Quindi, però, quello lo sapete meglio di me.
Ora, quindi, quando è positiva, utilizzatela.
È un esercizio per poter arrivare alla sera e non avere tutte le malattie dei propri pazienti.
Bene.
E se invece noi riceviamo un'energia negativa, beh, allora noi possiamo fare queste tre cose.
Allora, prendiamo la prima.
l'impossibilità va ricordate chissà ricorda gli è bene
è
guardate
questa è l'impulsività
nell'impulsività si genera
il conflitto
quindi mai essere impulsivi
per certi aspetti
e poi mai reprimere
perché se reprimete
le mettete qua nel fegatone
e poi ve le portate a casa
poi arrivate a casa
e poi dopo non se ne manca via
perché Sigmund Freud diceva
le emozioni
non scompaiono
non si reprimano
Rimangono lì e prima o poi usciranno in maniera ancora più violenta, per certi aspetti.
Saranno espresse ancora in maniera più violenta.
E allora ci rimane solo di fare una cosa, che è navigare l'emozione.
Volete sapere alcuni esempi di chi naviga l'emozione?
Provate a immaginare uno che lavora nell'ufficio reclami di un'azienda.
Dalla mattina alle otto, fino alle sei o alle cinque,
c'è una fila di persone incazzate come delle iene contro l'azienda,
non contro se stesso, non contro di lui.
però questo riceve sempre di negatività e come fa che fare prima
questo se deve fumare due pacchetti di sigarette ogni mezz'ora oppure deve usci
fuori alla pantozzi e strillare oppure prende a schiaffi le persone che fa
quindi impulsività prende a schiaffi le persone no l'unica cosa che può fare
navigare ma anche chi lavora nel pubblico nel senso di baristi camerieri
che ne so loro possono solo navigare se fanno bene il loro mestiere
quindi vuol dire che si può fare
non è che non si può fare
cosa vuol dire navigare?
navigare vuol dire questo
vuol dire riconoscere la situazione di quel momento
quindi
vuol dire che
dovete bloccare
l'amigdala
perché l'impulsività è l'amigdala che ha preso in mano
e quindi parte in un anno secondo e reagisce
no, voi dovete riuscire a portare
il segnale del talamo
al pensiero
E che non lo dico da 1 a 10 come ci dicevano i nostri genitori, ma provate a farvi tre domande nel momento che siete in quella situazione, è puro allenamento, e allora la prima è che emozione sto vivendo, la rabbia, che ne so, quello che potete vivere in quel momento, la frustrazione, che ne so, la paura, che ne so, è quello che è.
Bene, chi me la sta manifestando? Oppure come si sta comportando? Come si sta manifestando? Lo sente sempre qua, c'ho questo, c'ho quest'altro, c'ho quell'altro. Bene, e chi o che cosa me la sta causando?
Vedete? Voi vi fate tre domande in dieci secondi e avete tre risposte.
Queste tre risposte accresce la consapevolezza dello vostro stato di disagio.
E allora siete come il psicologo di voi stessi, o il psicoterapeuta di voi stessi,
che vi fa parlare della situazione che state vivendo.
Ecco, ve la state facendo da soli, questo.
E quindi accrescete la consapevolezza.
E allora poi vi fate la quarta domanda.
Ma a me sta persona mi serve o no?
Sì. E allora costruite.
Nel caso della rabbia, faccio un esempio classico.
A mail, va arrivata una mail di un collega con peste e corna
che vi accusa di tutto sto mondo per quello che avete fatto
e copia per conoscenza tutto il mondo.
Che è una cosa che succede qualche volta.
E lì vi incazzate come dei iene, lì vi proprio vi arrabbiate.
E che fate?
fate, a parte l'impossibilità, una mail in un nanosecondo dove sparate tutto il mondo,
sparate tutte le cose che potete sparare, copie per conoscenza, tutto il mondo,
poi ci mettete pure, Donald Trump, Air Papa, ci mettete tutti, perché dovete vincere,
perché dovete essere voi, perché è un attacco all'ego quello, e quindi non potete morire.
Oppure ve li portate, meglio sta fendendo in marcia verde perché sai, no, navigate,
Spiegate! Vi fate queste tre domande? Perché non se ne stanno vivendo? Ah, rabbia. Ok, lo sento. Sto in apnea, eh? Perfetto. Si sta manifestando come rabbia, sì, certo. E chi la sta? E lui che ti ha scritto la mail? O lei? E cosa ti ha scritto? O il fatto che ti ha messo copia per conoscenza lo andate a sviscerare?
E poi vi fate la quarta domanda, che se la fanno tutti quelli che navigano, ovvero quello che ha la fila di persone davanti a sé, tutte incavolate, l'ufficio dei reclami, se le fa il barista, se le fa il cameriere, dice ma a me serve? Certo che ti serve quella persona, perché magari è tuo figlio, magari è tua figlia, magari è tua moglie, magari è tuo marino, magari è il tuo collega, magari è qualcuno che devi continuare a cooperare, a lavorare.
E allora che faccio? Vado al conflitto? No, vado verso questa persona e dono energia positiva. Quale? La sua. Io prendo la sua negatività, la trasformo in positività, sapendo che questa persona mi serve, è quello che mi fa trasformare l'energia da negativa a positiva.
E vado verso quella persona e gli dico, senti, cosa ho fatto? Cosa ho dovuto fare? Giusto per capire, ho sbagliato qualcosa? Abbiamo sbagliato insieme? Te non capisci una massa? E ve la dà ancora, e vi riempie ancora. Ma voi non accettate il conflitto, voi donate energia positiva. Qual è la sua?
capite che state navigando state trasformando questa energia a certo momento questo si rompe
le scatole di sparare contro la croce rossa e scusa cosa succede che lui è assolutamente
scarico e voi siete carichi quindi questa persona automaticamente viene da voi provateci provate
per credere io come moglie o faccio tutti i giorni e funziona sa alla grande e si appiccica sempre di
più, questo è il bello, perché?
è perché se non cazzavo a dite qualche
cosa, e io, senti, cosa ho
sbagliato? cosa avrò dovuto fare? dai
dimmi cosa facciamo per la prossima volta, è a
spiazzi, è spiazzato, ma come
che fai, non combatti? no, non combatto
no, non replico, no, anzi
ti dono positività, e
questa è spiazzata, ecco, cosa vuol
di navigare, allora potete essere
anche empatici, perché siete
capaci di utilizzare sia
l'energia positiva, che
che l'energia negativa, sia le emozioni positive che le emozioni negative.
Provateci per credere, non ci crede signore?
Ci crede?
Prendilo, devi convertire.
In questo modo, è importante per te il malato?
Per te in quel momento il malato è importante?
Serve?
Va bene, perfetto, allora converti.
Il tuo mestiere o no?
Perfetto, quindi potresti andare...
Quindi ti serve, e allora converti.
Cacchio mi serve questa persona, perché?
Perché? Perché mi dà anche da mangiare, perché mi fa sopravvivere, mi fa crescere i miei figli, mi fa andare al mare, mi fa andare in America, mi fa andare dove pare, ok?
E allora converti, dagli la positiva. Come? Proprio come sto dicendo, consapevolmente sai che ti ha dato dell'energia negativa e a questo punto io la converto, perché so che quella persona mi interessa, mi serve e fa parte del mio mondo.
E allora vado là e dico, senti, cosa è successo?
Cosa posso fare per te?
Una volta, due volte, tre volte, vedrai che quella persona...
E allora facendo questo, con questo, con questo, con questo,
alla fine tu prenderai sempre positività.
E quindi il lavoro ti dà energia.
Questo è il segreto per avere energia dal lavoro,
e non io dare energia al lavoro.
E questo è il segreto.
E quando tu lavori per ogni due settimane per dare un prodotto nuovo,
e fiatte, che energia, te te serve.
E questo è il modo, ok?
Questo è il modo.
E se fa, basta allenarsi, se fa. Quindi quello che vi sto dicendo, chirurgo 4.0, è incrementare l'empatia, perché adesso vi faccio vedere cosa vi dà l'empatia, perché vi dà delle cose assurde, assolutamente fantastiche, e anche però avere il gastroprotettore, cioè riuscire a, altrimenti sono dalla parte vostra che avreste difficoltà.
Bene, dai che ci stiamo quasi.
Allora, questo esiste anche in natura, sapete?
È bellissimo questo perché dice come fa l'aragosta.
Conoscete l'aragosta?
L'aragosta è grossa,
e il guscio è bello duro, è bello rigido,
però quando è piccolina è la stessa cosa, no?
E come fa l'aragosta?
Guardate come fa l'aragosta a crescere.
Questa schiena rigida non si espande.
Ma come cresce la schiena?
Beh, come cresce la schiena, questa schiena diventa molto confinata,
e la schiena si sente sotto pressione e incontrovolta.
Si mette sotto una formazione di roccia,
si dimentica di essere un pesce predatore,
si toglie la schiena e produce un nuovo uomo.
Inizialmente questa schiena diventa molto incontrovolta,
e si sente incontrovolta.
Ora, se le schiene avessero bactere,
E se utilizziamo le avversità propriamente, possiamo crescere.
Le avversità sono le emozioni negative.
Le dobbiamo utilizzare, non le dobbiamo reprimere e non tirarle fuori con l'impulsività.
Il chirurgo ha empatia, ma ha anche capacità di comunicazione, sa comunicare efficacemente
E sa utilizzare i vari livelli di comunicazione, verbale, paraverbale, non verbale.
Sapete cos'è una comunicazione efficace?
Sapete quando è efficace una comunicazione?
Esatto, ci siamo.
Quando il percepito coincide esattamente col significato dell'enunciato.
Questa è la definizione.
Eh?
È vero?
Eh, c'è tanto da imparare lì, eh?
C'è tanto da crescere, da questo punto di vista, eh?
Quindi il chirurgo, oltre che utilizzare l'empatia,
deve sapere anche comunicare efficacemente.
Sa quali sono le parole, sa come dirle e sa anche come utilizzare il proprio corpo.
Non posso dilungarmi su questo, altrimenti mi lasciavo un'altra giornata.
No, no, scusate, fermaci qua, fermati.
Il chirurgo ha a che fare con la suggestionabilità del paziente, no?
Il paziente è nelle vostre mani, è vero o no?
Il paziente vede voi come una persona che può dargli la salute.
E quindi è fortemente suggestionabile.
Attenzione, questo è un aspetto molto importante.
La suggestionabilità fa comunicare il conscio con l'inconscio.
La mente analitica separa il conscio dall'inconscio.
Una persona molto analitica e razionale ha separato i due mondi.
Nel momento che noi siamo suggestionabili, i due mondi si avvicinano.
attenzione ma se si avvicina e riesce a fare dialogare la mente inconscia va
nell'ignoto lui va nell'ignoto e paziente e se va
nell'ignoto per succedere qualche cosa di diverso perché lì che ci sarà il
vostro aiuto è lì che ci sarà un qualche cosa che vi darà una mano e la
creatività sta in un nuovo stato d'essere l'abbiamo visto prima è nuovi
pensieri e nuove emozioni, ma i nuovi pensieri e nuove emozioni derivano dall'ignoto e l'ignoto
sta qua, non sta là. E se io ho questa barriera blu che è la mente analitica molto alta, non riesco
a vederla, ma il paziente avendo alta suggestionabilità, perché sta male il braccio,
questo diminuisce, quindi riesce a far comunicare le due aree. Occhio, questo è fondamentale,
Perché? Perché noi siamo fatti così.
Se io sono suggestionabile e cambio il mio stato d'essere e quindi le mie convinzioni,
avrò nuove capacità e avrò nuovi comportamenti.
Voi siete creatori dei creatori, perché qui in questo modo il vostro paziente crea attraverso nuovi pensieri e nuove emozioni.
E allora cambiare le convinzioni limitanti di una persona che sta male
vuol dire creare un nuovo modo d'essere.
Ma come ci arrivo?
Attraverso l'empatia e la comunicazione efficace.
E che cosa posso fare attraverso l'empatia e la comunicazione efficace?
E posso condizionare, creare aspettativa e dare un significato a quello che dico
alla mia persona, la quale va a cambiare il proprio modo d'essere.
questo vuol dire essere il placebo del paziente la suggestione abilità è un
vostro assoluto aiuto perché perché fa accedere all'inconscio il vostro
paziente io vi sto parlando propriamente di
queste cose perché dopo ve lo faccio vedere perché non lo sto dicendo a caso
e allora avete mai visto questo film di robert dual se penso che si chiami un
un uomo, un medico, un medico, un uomo,
dove lui era un medico abbastanza, diciamo, egocentrico,
abbastanza io so io, voi non siete nessuno,
e con tutti, poi a un certo momento si ammala,
passa dall'altra parte,
e si ammala in maniera grave,
e vive una situazione non semplice,
perché penso che abbia un tumore, non so dove,
qua nelle corde vocali o non so dove,
e quindi radio, e quindi chemio,
e quindi quello che è, non lo so,
adesso non mi ricordo nei dettagli,
vive con delle persone ammalate, qualcuno muore,
e lui sopravvive.
E chiaramente torna a fare il chirurgo.
E a quel punto ha capito qualcosa d'altro.
Ha capito che i pazienti sono persone umane.
E il chirurgo è una persona umana.
E quindi comincia ad attivare tutto ciò che serve.
E sapete che fa la prima cosa?
Quando ritorna, prende i suoi discenti
e gli fa fare una settimana di ospedale.
Con una malattia virtuale, fittizia.
Però loro devono stare lì,
mangiasse la roba d'amenis
e supportare tutto, le medicine
tutto quello che è, con i propri infermieri
e tutto il resto, quindi vivono
l'ambiente paziente
e alla fine lui torna
e perché vai avanti?
sono troppo potente
oppala, niente, non va
aspettate, parlo con questo
tecnologia
vedete, va verso il paziente
che deve essere operato di cuore
anzi, gli devono cambiare il cuore
allora, il cuore per lei
Lei arriverà a momenti, lo portano da New York,
da dove vengono tutte le cose migliori.
Che dico?
Dice che ha attenuto il corso e che viene per avviare un...
Preguntale, preguntale che...
Mi vede l'esercizio, per favore.
Mi amore, mi dici se ti pone il corso?
La faccio facciano affrontare il dottore.
Se ti pone il corso, sono un loco.
Qualcosa non va?
No, niente.
Cosa c'è?
Mia moglie chiede di sapere lo che è impossibile di sapere su Donatore.
E la crede, siccome diciamo, buono di cuore, per dire generoso,
Che la generosità sia una qualità del muscolo cardiaco.
Le dico anche lo credo anch'io.
Lo dico.
Se crede stai d'accordo contigo.
Dalle la bufanda, dottor.
Grazie.
Capite?
Allora, voi siete il condizionamento, voi siete lo stimolo condizionato.
Normalmente c'è lo stimolo e la risposta.
Poi la persona viene aiutata, stimolo più condizionamento,
e poi dopo basta lo stimolo condizionato.
voi siete quello, voi siete quello, e lo ero anch'io, per questo che ve ne sto parlando,
voi siete esattamente questo, e poi non siete solo questo, voi sapete creare aspettativa,
perché a una persona gli potete dire se fai questo, se fai quest'altro, fai quest'altro,
e succede questo, succede quest'altro, e quindi create aspettativa,
e quindi voi andate a utilizzare la suggestionabilità della persona che avete di fronte,
e quindi andate a creare un nuovo stato d'essere nella persona, pensieri di emozione,
Il cervello, nel momento che voi andate a creare aspettativa,
non fa differenza tra l'immaginato e il reale.
Il cervello non lo distingue.
Quindi se una persona, un paziente,
comincia a immaginarsi per quello che sarà,
il cervello non fa destinazione tra l'immaginato e il reale.
E quindi per lui è reale.
Perché siamo nell'ignoto.
Perché siamo nel potenziale.
L'aspettativa è potenziale, che diventa reale.
Ecco qual è la creatività vostra.
Ma attenzione, è la vostra creatività che attiva la creatività del paziente.
Siete derivata, siete creativi nel creare.
È come dire che io sono un artista, disegno, e creo il disegno nel mio discente, nel mio scolaro.
Quindi io trasferisco la mia creatività nella sua creatività.
Capite quanto siete potenti?
ci siete ci state o no è anche pericoloso ma è anche pericoloso certo
però è una bella arma che che l'ha detto che non riesco a vedere è anche
pericoloso è certo ma è certo io penso che lei vuole fare del bene alle
persone no no no no no se andiamo nell'inganno no no no io sono sempre
volta la positività è certo ecco l'ho scritto prima sia emozionalmente che efficacemente se
voi gli date un significato alle cose che glielo potete dare perché siete scienziati siete medici
siete chirurghi siete conoscitori della materia quindi potete anche giustificare quello che
create come aspettativa perché sapete sapete cosa c'è il di dietro sapete cosa c'è la medicina di
dietro quindi l'informazione e più l'informazione è certamente incrementa
l'effetto ok e allora siete questi ragazzi questo è
stato il mio mestiere per 25 anni il paziente è uno stato di malattia il
medico opera perché siete bravi e non potete non farlo quindi opera quindi
cambiate la pressione stella l'ambiente esterno attraverso l'operazione
chirurgica ma anche potreste essere bravi a cambiare lo stato interno
quindi lo stato d'essere del paziente, e quindi il medico diventa placebo del paziente attraverso il condizionamento,
creare l'aspettativa e dare un significato, la suggestionabilità del paziente che ci sarà di sicuro,
perché vuole guarire, e attraverso la fiducia, l'empatia, la comunicazione efficace,
voi riuscite a trasformare quello che lui limita in quello che lui lo andrà a essere potenziato,
voi siete coach ecco chi è il medico il chirurgo 4.0 è un coach e capite che state utilizzando
tutti gli aspetti del human being quindi siete 4.0 e cominciate a fare la differenza alla grande
cominciata la differenza per quanto io l'ho fatta per 25 anni il paziente cambia il suo stato
d'essere il chirurgo è stato creativo altrimenti non lo è è solo un puro mero utilizzo di un
passato ma lui lo utilizza come strumento il passato non è il suo modo
di essere il suo modo d'essere e la creatività che
per per attivare la creatività del paziente
quello che nasce è che il paziente diventa una realtà quantica diventa puro
potenziale e allora lui vuol guarire quindi ha un'intenzione ben precisa e
E quindi lui attiva l'intelligenza universale.
Pensieri e emozioni creeranno una nuova biologia.
Il paziente è diventato placebo di se stesso.
Ecco qual è il mestiere.
Essere il placebo per far diventare il placebo di se stesso.
Il paziente vi aiuterà un bel po'.
Mi piace vedere le vostre facce.
Dove stanno i pomodori?
Dove stanno i pomodori?
Capite? Capite chi siete?
Capite chi siete?
Poi cosa c'è adesso?
Il problema della medicina è difensiva.
Dove affinia medicina difensiva qua?
Secondo voi?
Va a essere limitata o aggravata?
E allora perché vi lamentate dello status quo della situazione?
Siate creativi, siate cambiamento, siate evoluzione.
È un delta rispetto al tempo.
Ce l'avete, gratis.
attenzione
siete stati tutti bimbi qua
quando eravamo bimbi sapete cosa eravamo?
eravamo grandi utilizzatori
di emozione, l'abbiamo visto prima
e grandi
grandi utilizzatori del presente
perché quando si è bimbi
non si ha pensieri
si è sempre nel pericolo
andiamo a mettere la mano sul fuoco
possiamo attraversare la strada inconsapevolmente
ma sai, si è piena la macchina
si ammazza, ma non lo sappiamo
Noi viviamo costantemente nel pericolo quando siamo bimbi, viviamo costantemente nel presente e siamo grandi utilizzatori di emozioni. Siamo persone 4.0. Gratis. Tutti! Tornate bimbi, ragazzi. Con la competenza e la consapevolezza dell'adulto. Questo è il più grande augurio che si può fare.
avete studiato avete imparato un mestiere l'avete esercitato bene ma
tornate bimbi allora li potete fare veramente la differenza ed essere quello
perché io vi dico tutto ciò guardate perché uno dice ma che cacchio
c'è sta di ma io sarò malato ce l'ho avuto per 25 anni un malato che si
chiama pilota ma lui non è malato di fisico è malato
di destra che non vince, è un malato che non vuole vincere di più, vuole vincere
di più di quello che fa, di quello che potrebbe vincere. Senna mi diceva, non voglio vincere
una gara, non voglio vincere un mondiale, non voglio vincere, voglio vincere di più,
ma che vuol vincere? Che vuol dire di più? Non lo so, di più. Voi avete in mano questa
persona assolutamente determinata, quindi grande motivazione, lui sa benissimo quale
sono la sua passione e motivazione, è grande che lo sa, sa benissimo dove arrivare, ma
Attenzione, come vi dicevo prima, è un on-off.
Sta in macchina e vede che lui è più lento del suo compagno di squadra.
Aprite il cielo.
Oppure in macchina, e la macchina non fa quello che lui vorrebbe.
Aprite il cielo.
Perché non può arrivare laddove deve arrivare.
Io c'ho un malato, ma un malato davvero.
E io non posso non essere il placebo di questo pilota.
Io non posso permettermi che lui non sia il placebo di se stesso.
Altrimenti col cavolo che quello va.
E questo io l'ho fatto per tutta la mia vita, da quando io ho cominciato a fare l'ingegnere di Prost, avevo 26 anni, io di questa roba qui non sapevo una massa, ma ho dovuto farla, ma a quel punto ho capito che cos'era, perché nel tempo poi mi sono cominciato a informare, perché dopo vediamo mai che ha la stessa cosa, parlo con Senna ha la stessa cosa, poi anche con gli altri piloti, però gli altri sono average, però pure loro vogliono vincere, però fa più fatica perché Alessia e Berghene, cioè fa fatica a vincere, però pure loro vogliono.
E quindi capisci cosa c'è dietro, io per 25 anni avevo sempre un malato in pista e avevo sempre una persona che creava le condizioni sempre che andava male, la macchina non va, i tempi non ci sono, siamo indietro, è sempre così, questo è stato il mio mestiere per 25 anni.
E allora io mi ho cominciato a corazzarmi, io opero sull'ambiente esterno, sì perché io vado a modificare la vettura, modifico la vettura come voi modificate, fate, aprite, chiudete, cucite, fate quello che dovete fare, e io cambiavo una molla, l'altessa, una barra antirolio, un'ala anteriore, un'ala posteriore, cambiavo qualcosa, no? Nella mia macchina, ma non mi bastava, anzi sapete cosa facevo certe volte?
non gli cambiava una mazza
e il pilota andava più forte
e poi io dovevo andare a dire
che non ha cambiato niente
perché allora va a dire che lui è scemo
però quando tu capisci
perché cominci a avere tanti dati di telemetria
cominci a avere tante cose
questo me lo aspetta un attimo
allora sai cosa faccio?
sai che gli dico?
ma sai, io comincio a dire
guarda che se io
adesso sai cosa faccio?
cambio la barra antiroleo
sai, la barra antiroleo
e comincia ad essere il suo effetto placebo.
La macchina, quando sarai in curva, quando entrerai frenata, ti dà stabilità.
Poi, al primo colpo di sterzo, vedrai che la macchina è più rigida,
quindi attenzione che magari diventa più sciarpa in ingresso.
Ma una volta che ci sei, te la tieni lì.
Poi in uscita, avendo una barra di antiroleo più rigida nell'anteriore,
ti tiene di più preservato il posteriore, quindi potresti avere anche più trazione.
E poi succede che, guarda, io ti faccio vedere,
Avendo una barra di olio, spostiamo il role balance da 64.5 a 66.6.
Il role balance è l'accondizionamento, è lo stimolo condizionante.
Quindi è un numero.
E vedi, passa lì, e questo qui, questo ti permette di fare questo, questo, quest'altro.
E sai perché? Perché sai, quando tu aumenti il role balance,
succede che tu per fusione, e gli dai un significato.
Bene, sapevo comunicare e sapevo essere empatico.
se c'è una persona con cui
l'ingegnere e il pilota
c'è una persona con cui deve essere empatico e il pilota
perché il pilota vive emozioni
e non poco e quelle te le trasmette
e tu vai e sei empatico
beh allora a quel punto cosa ho fatto?
gli ho cambiato la sua convinzione
gli ho cambiato il suo stato d'essere
lui va in macchina e troverà un qualche cosa tale
per cui andrà più forte
e quindi lui immagina
immagina
e quello dice
immagina
Cioè, immagina, perché la mente non distingue l'immaginazione con il reale.
Non la distingue, per lui è esattamente la stessa cosa.
Quindi lui va in macchina e farà così la macchina.
E porca boia, l'ha fatta per 25 anni così, pur non cambiando niente.
Volendo far del bene, non del male.
Ok?
Quindi lui tornava, ma se la macchina è meglio, ha fatto questo, questo, quest'altro.
Mo' vai a dire che non ha fatto niente.
Tu, io, puoi dire, oh dai, è andata più forte la macchina.
Sì, è stata buona la macchina? Sì, sì. Non ho fatto niente.
Gli dici, piano, piano. Gli fai vedere che è andata più forte? Come non ha fatto niente?
No, ci siamo sbagliati, guarda. Pensavamo di averlo fatto, invece non ci siamo fatti.
Però è andata più forte, quindi l'accetta, ok?
Però ti dice, la prossima volta non fai queste cazzate.
Eh no, no, non ne faccio. Non ti preoccupare.
Allora, vedete, io sono diventato coach, il pilota cambia il suo stato d'essere, lui diventa creativo.
Perché? Perché va a fare una cosa nuova, perché ha cambiato stato d'essere, quindi lui non è più abitudinario, non va a fare esattamente la curva in quel modo, la va a fare in maniera diversa, crea, sulla base di che cosa? Di che cosa ho creato io? Quindi io ho creato la creatività, me, me, e voi siete questi? Né più né meno?
Il pilota diventa potenziale, per forza, perché accede all'ignoto, accede all'ignoto e lui diventa potenziale e va a immaginare quello e lo va a fare, quindi prende il suo potenziale futuro e lo mette nel presente, prende il suo futuro e lo mette nel presente.
E che cacchio. E arrivederci e grazie a tutti. Perché lui, chiedendo all'intenzione, si mette nel presente. Quindi lui va a cambiare pensieri e emozioni. Cambieranno la sua neurologia, la sua biologia. E il pilota diventa l'ignoto. Quindi è diventato placebo di se stesso. È diventato performing.
Performing, quindi io non parlavo di malattie, io parlavo di performance, la performance
sta nel presente, ricordatevi sempre, non sta né nel passato né nel futuro, sta sempre
qua. Ci siamo? Sono stato chiaro? Non mi sono arrivati i pomodori. La prossima volta, capite
di che cosa abbiamo parlato? Abbiamo parlato di sta roba qua ragazzi, e allora se dobbiamo
Le aziende devono trasformare, devono cambiare, devono avere la visione, devono vedere nuove realtà, devono vedere nuove cose. E che se gli insegni? E come li forzi i tuoi collaboratori? Sempre nel passato e sempre nel futuro.
nessuno gli insegna a stare qua
ma neanche nelle scuole gli insegniamo a stare qua
anzi gli diciamo subito
impara ad abbellina del 2
ma sta macchinetta è qua
ad abbellina del 2, del 4, del 5, del 10 e del 20
che cavolo ne so
che una volta ci servivano
ma queste adesso ci ammasano
sapete che fra 30 anni io penso
che questa qui farà il calcolo
e allora che stiamo a fa?
evolviamo
andiamo avanti
altrimenti
altrimenti
l'uomo non gnafa
fa, eppure ha tutte le caratteristiche per farcela, ha tutto, e a tutto e di più siamo
strapotenti perché abbiamo una mente che è assolutamente la cosa più potente in questo
sistema planetario, che ci può dare del bene e ci può dare del male, tutte e due, è potente
in tutti e due i casi. All the best a tutti voi, grazie, tutto per il meglio ragazzi,
tutto per il meglio. Grazie ragazzi, grazie.
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